Le procedure di autorizzazioni edilizie riguardanti gli edifici in zona sismica finalmente vengono sottratti ad un iter burocratico incredibilmente difficoltoso che aveva portato ad una clamorosa protesta dei professionisti stanchi di questo percorso ad ostacoli di cui non si intravedeva mai la fine. Vale per tutti la denuncia su queste colonne dell’ing.Pippo Cancellieri, sui cinquecento giorni di una autorizzazione per una tettoia. Eravamo arrivati a pratiche che giacevano due anni nei cassetti prima di vedere la luce di un timbro. Tutto questo oggi è alle spalle grazie ad una iniziativa legislativa dei consiglieri di Forza Italia , la cui norme di semplificazione sono state approvate dal consiglio regionale.  E’ un provvedimento importantissimo, che sicuramente può contribuire a rilanciare il settore dell’edilizia, fermo per una situazione economica grave ma anche per le difficoltà connesse alle procedure.  Da troppo tempo, infatti, il settore delle costruzioni subiva le conseguenze negative dovute alla mancata revisione della legge regionale n 38 del 1997 che, prima di oggi, non era mai stata modificata nè adeguata alla normativa nazionale del 2001 che aveva individuato le azioni da adottare per consentire lo snellimento delle procedure.
La nuova legge regionale, approvata in Consiglio, prevede la possibilità di procedere con l’autocertificazione, per la gran parte dei progetti, mentre le autorizzazioni restano limitate ai casi previsti dal decreto “sblocca cantieri”, con la conseguente riduzione delle pratiche gestite e dei tempi di attesa per le approvazioni.
Per supportare la struttura del Dipartimento, la Legge prevede anche la possibilità di rivolgersi a commissioni esterne costituite da professionisti scelti da appositi albi, secondo un regolamento che la Giunta regionale deve approvare entro 90 giorni dalla approvazione della nuova legge.
La nuova legge approvata  dà la concreta possibilità per i lavori pubblici e privati, quindi alle pubbliche amministrazioni ed alle imprese,  di riprendere l’attività in modo solerte ed immediato, garantendo il rispetto di precise norme di sicurezza nella realizzazione delle opere strutturali, non abitative ed abitative.
Con la semplificazione normativa proposta si consentirà anche ai cittadini lucani di accedere, senza ritardi imputabili alla lentezza della burocrazia,  al finanziamento del “sisma-bonus” del 110%, a valere per l’adozione di misure antisismiche su edifici ubicati nelle zone sismiche che altrimenti non sarebbero realizzabili, se i tempi di attesa di procedura delle pratiche antisismiche restasse, come avviene oggi, con tempi non compatibili con i tempi di rilancio del settore delle costruzioni pubbliche e private.
Al di là dei vantaggi che le nuove norme offrono a chi comunque deve cimentarsi con i problemi edilizi, l’iniziativa consiliare si è dimostrata essere la nuova strada per la semplificazione delle procedure, che la burocrazia non ha mai voluto fare e che il Governo regionale si è sempre ben guardato dall’imporre come dovere dei Direttori Generali. Normative siffatte possono essere estese a tanTe altre materie e a tanti altri settori, per sciogliere quei nodi che aggrovigliano le risposte burocratiche e che costituiscono l’alibi per non muovere una foglia.  Pensiamo allo snellimento burocratico nella sanità, dove basterebbe l’autodichiarazione per bypassare tante e tante di quelle fila agli sportelli, che sia la scelta del medico o il diritto ad avere presidii sanitari o i medicinali forniti direttamente dalle farmacie in raccordo telematico con i medici di famiglia. E sarebbe bello che la quarta commissione invitasse i dirigenti generali del settore , i medici e le associazioni degli utenti per farsi ragguagliare sulle procedure vessatorie che ancora vigono. R.R.