Finalmente si fa chiarezza sui permessi di costruire. Alla conferenza stato regioni è stataraggiunta l’intesa sullo schema di decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti recante l’adozione del glossario unico contenente l’elenco delle principali opere edilizie realizzabili in attività edilizia libera. E’ un grosso lavoro di semplificazione che non solo riduce i tempi di procedure, ma immette nel circuito certezze che appaiono esse stesse in grado di far ripartire l’edilizia.
A fronte di un impegno che la Federazione porta avanti da anni, registriamo con soddisfazione soluzione che va a sostenere un comparto in sofferenza: penso in particolare al settore delle pergole, a oggi bloccato, che potrà trovare un nuovo slancio assieme al mondo delle finiture, dei serramenti e dei pavimenti in legno”.Il glossario contiene una tabella che individua le principali opere che possono essere eseguite senza alcun titolo abilitativo, nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia.Il glossario consente di avere un panorama univoco delle norme in materia di edilizia. Un sistema in cui, dopo aver deciso il lavoro da realizzare e aver consultato le norme, si evince con certezza quali autorizzazioni richiedere, che iter seguire, dove reperire la documentazione e a chi consegnarla.
Il Dlgs 222/2016, in vigore da dicembre, ha modificato il Testo unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) riducendo da sette a cinque le procedure edilizie principali. Sono rimaste l’attività di edilizia libera, la Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), il permesso di costruire e la Scia alternativa al permesso di costruire. Sono invece scomparse la Dia e la Cil. La novità fondamentale del decreto è la tabella che, in corrispondenza del lavoro da eseguire, riporta la procedura richiesta e il titolo edilizio necessario. Questa impostazione costituisce una semplificazione notevole rispetto al Testo unico, che è organizzato in base alle procedure e ai titoli abilitativi e non permette quindi una consultazione immediata. Il glossario dovrebbe consentire una lettura ancora più immediata. Una iniziativa simile a quella del glossario unico è stata conclusa con la redazione delle 42 definizioni standardizzate allegate al Regolamento edilizio tipo. Le definizioni individuano, in un modo che sarà pressochè lo stesso in tutta Italia, cosa si intende per superficie, edificio, soppalco, veranda, tettoia e molto altro ancora. Alle definizioni dovranno adeguarsi tutti i Comuni, anche se non potranno essere alterate le previsioni dimensionali degli strumenti urbanistici vigenti.