ANGELA MARIA GUMA
La rassegna letteraria “Il Profumo delle Pagine”, organizzata dal Circolo Culturale Gocce d’Autore, dalla splendida Dimora storica Giorni Resort di Pignola di Paolo Patrone e dalla libreria Ubik di Potenza, ha promosso venerdì 8 settembre un nuovo appuntamento letterario. Ospite d’eccezione è stata la scrittrice e giornalista della stampa Flavia Amabile con il suo romanzo “Elvira”, Einaudi casa editrice, dedicato a Elvira Coda Notari, la prima donna regista e produttrice nella storia del cinema muto italiano.
Nel suggestivo giardino della Dimora, impreziosito dai bellissimi quadri dell’artista Anna Faraone e dal talento musicale del giovane cantautore potentino Giulio Pedota, hanno dialogato con l’autrice oltre alla sottoscritta, la bravissima Eva Bonitatibus e una sorprendente Valentina Buscicchio. Come è stato sottolineato nel dialogo con l’autrice, “Elvira” è un bellissimo romanzo che affascina non solo perché di scorrevole lettura ma anche perché racconta la storia professionale e umana di una donna straordinaria a cui Flavia Amabile ha finalmente donato la dignità mai riconosciuta dal momento che i più grandi critici cinematografici a lungo ne hanno ignorato l’operato. Flavia Amabile ci presenta Elvira come una donna piena di talento, dalla grande caparbietà al punto di meritarsi l’appellativo della “marescialla”, dotata di profonda intelligenza e, soprattutto, della grande capacità di reinventarsi pur rimanendo sempre fedele a sé stessa.
In definitiva, la nostra eroina è una donna libera e moderna, cosa straordinaria se si considera il contesto culturale e ambientale della storia, ossia la Napoli dei primi del Novecento dove Elvira si distingue perché donna tenace, appassionata, coraggiosa e anticonformista che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti. E l’agile prosa della brava cronista è riuscita a rendere il racconto talmente reale da far sembrare di averla a sua volta ripresa con una cinepresa.
Non solo una biografia ma anche un romanzo storico che racconta una storia d’amore non solo per un uomo, Nicola Notari, ma soprattutto per quel “cigolio di una manovella e il ronzio del proiettore che avevano invaso il salone Margherita e avevano stregato entrambi”, passione che li unirà nel corso della loro esistenza. Elvira e Nicola da piccola azienda che colora le pellicole, grazie ad un lavoro estenuante e all’intraprendenza di questa donna straordinariamente moderna riusciranno a creare la Dora film, laboratorio di cortometraggi, lungometraggi e video musicali che diventò una delle più famose d’Europa e nei primi del 900 le opere (i prodotti elaborati e curati personalmente da Elvira nei testi e nella scelta dei soggetti) venivano esportate in America. Ma la realizzazione di questi obiettivi comportò la dolorosa rinuncia a Maria, la terza figlia, affidata sin da piccola ad un Istituto.
È sorprendente come ci siano pochissime testimonianze della vita di questa donna: quattro fotografie in tutto. Presso la famiglia Notari si è tramandato poco e nelle cineteche sono stati rinvenuti pochi spezzoni di pellicola. Invece Elvira Coda girò, con la casa di produzione fondata a Napoli, la Dora film, più di 60 film e 100 documentari e diede lavoro a tutta la famiglia che per un certo periodo ebbe un relativo benessere. È questa una testimonianza preziosa, anche sotto il profilo sociologico perché documentano la Napoli dei bassi e il mancato risanamento degli inizi del secolo. Pertanto, il romanzo di Flavia Amabile è un’altra pagina che “profuma” sia per il valore letterario ma anche perché’ ridona la dignità e il valore meritato ad una donna straordinaria, la prima regista della storia d’Italia.
