Da ora in poi sarà molto più difficile ricoverasi fuori presso strutture private. L’ultima Conferenza dei Presidenti di Regioni ha varato l’ accordo  2015 sulla mobilità interregionale ed in questo accordo c’è una drastica riduzione presso il privato accreditato. Cosa che , tra l’altro, viene posta alla base anche dell’accordo sulla mobilità 2016. Anzi su questi presupposti le Regioni hanno deciso di anda all’Intesa con il Governo sulla mobilità sanitaria, così come previsto dal Patto per la salute. Il che significa che per questidue anni pregressi ci sarà una compensazione tra le regioni, tra chi avanza troppo e chi poco. Ma con questo meccanismo si guarderà avanti e dal 2017, chi vuole stare nel patto deve monitorare bene il flusso verso i privati.  Sullo sfondo si intravede una forte limitazione del comparto privato accreditato, soprattutto in tema di ricoveri, fatta eccezione per quelli ad alta complessità. Dal 2017 infatti verranno posti limiti precisi alla produzione da parte delle strutture private in  regime di accreditamento giacchè la sfasatura tra pubblico e privato si allarga sempre di più: mentre la mobilità interregionale è scesa del 3% presso strutture pubbliche, nel privato è cresciuta del’11 per cento e non tutto è dovuto alla necessità di ricorrere per interventi di una certa difficoltà. Sul piano della determinazione del dare ed avere tra regioni, relativamente al 2015, si è  deciso di operare una riduzione percentuale sull’incremento registrato dai saldi in capo alle singole regioni, salvaguardando però l’alta complessità, così come definita dalla legge di stabilità 2016. Gli abbattimenti – forfettariamente pari al 50% – vengono operati sia sugli aumenti 2014, sia sugli aumenti 2015. Per il 2016 le Regioni proporranno, ha detto il coordinatore della conferenza, entro ottobre uno schema di riferimento per gli accordi tra regioni, che tenga conto della necessità di regolare in maniera anche analitica i relativi flussi. L’obiettivo è quello di procedere speditamente alla definizione degli accordi entro il 31 dicembre 2016”.