Emiliano ha aperto la nuova stagione di conflittualità politica parlando , lui per primo, di macroregioni. Lo ha fatto con riferimento a Matera 2019 e alla collaborazione interregionale per la valorizzazione e lo sfruttamento di questo evento. Non ci sarebbe niente di male se non avesse volutamente usato parole in quivoche che significavano fare di Matera un brand della Puglia turistica. Non ci vuole la zingara per indovinare che questo dell’accorpamento delle regioni sarà il nuovo fronte della lotta politica anche dentro il Pd, dove il potere di quattro cinque regioni messe insieme è capace di condizionare la politica di governo per questo paese. Che ci sia necessità di combattere un regionalismo fiacco, incapace di dare buoni esempio di autogoverno, succube del potere centrale e debole nei confronti di altri poteri non costituzionali , è un problema oggettivo. Che questo parta da una caccia alle realtà più piccole nella logica del leone che mangia l’agnello, non è ammissibile. Per Emiliano, il braccio di ferro sul petrolio in mare, è stata la prova di una prova di forza sui temi che riguardano il territorio. Oggi inaugura la sua candidatura alla leadership del Paese con una spregiudicata proposta personale che nasconde interessi e velleità più grandi, non solo dal punto di vista politico. Vada pure avanti, se lo ritiene. Noi da queste colonne avevamo già avvertito del pericolo che Matera diventasse la nuova provincia pugliese del turismo (testuale). Per il resto del territorio , un bel serbatoio di petrolio e forse un bel deposito nucleare. In una terra spopolata è l’ideale. Vada pure avanti. A noi interessa sapere come i lucani, tutti, reagiscano a questa protervia e se c’è qualcuno che pur di fare dispetto alla moglie…..Non crediamo che si arrivi a tanto, ma per scongiurare questa eventualità occorre una visione politica non conflittuale, includente, intenta a raccogliere il meglio e i migliori in nome di una nuova unità dei lucani. non farlo sarebbe segno di miopia. R.R.
EMILIANO METTE L’OPZIONE SU MATERA
