La sua comunicazione è tranquillizzante, come una camomilla. Apre le porte ai cittadini che vogliono visitare gli stabilimenti, fa riprendere lo stabilimento con I droni, fa vedere I serbatoi, con tanto di sottolineatura, col doppio fondo in acciaio, cosa che garantisce che quello che è successo a Vigginao non può succedere a Gorgoglione. La Total usa il materiale del film Novecento e la stessa tecnica, di chi con garbo , come dire, ti frega. Oggi si lamenta degli ambientalisti che non tengono conto delle emergenze che sono arrivate a guastare I piani e che quindi impongono soluzioni alternative. Il greggio doveva essere trasportato in oleodotto a Taranto, lo stesso che già usa Eni ( mi spiegano che siccome I due olii hanno una densità differente, l’uno si muove sotto e l’altro sopra), ma, pèoichè a Taranto non ci stanno a ricevere l’olio corletano, è costretta a mobilitare le autobotti per il trasporto in altro e più lontano sito di stoccaggio. Solo che sorvola tranquillamente sui disagi e sui disastri che questo tipo di trasporto ha già provocato, con inquinamento di terreni in diverse località e con un pericoloso passaggio lungo le rive del pertusillo. Quello che non si dice , in tutta questa vicenda, è che nel frattrempo , avendo I lucani aperto gli occhi in seguito alla vicenda Cova, e avendo chiesto e voluto l’interlocuzione dell’ISPRA circa le prescrizioni aggiuntive da dettare per lo stabilimento di Viggiano, non è certo scandaloso, ma doveroso e opportune che certe prescrizioni, rese necessarie dall’esperienza debbano essere anche dirette all’impianto di Corleto. C’è in particolare tutto l’articolo undici della delibera del 2012, che concede l’AIA a seguito del progetto definitive in variante, che praticamente è ancora allo stato primordial. E non si tratta di sciocchezze ,ma di monitoraggio, sul quale dovrebbe poter entrare oggi l’ISPRA, se è vero che non si fanno due pesi e due misure.
- Nel territorio individuato dalla perimetrazione della Concessione mineraria KGorgoglione”, o ricorrendone la necessità per un ambito maggiore definito dall’A.R.P.A.B.• la TOTAL E&P Italia S.p.A. dovrà definire di concerto con l’A.R.P.A.B. un Progetto di Monitoraggio Ambientale per le diverse componenti ambientali oggetto di esame nello S.I.A. (prevedendo il trasferimento a regime delle reti di monitoraggio in capo all’A.R.P.A.B.) che comprenda, tra l’altro:
- una rete di centraline per il rilevamento della qualità dell’aria che prenda in considerazione oltre agli inquinanti tradizionali (CO, SO2, NOx, 0 3, Polveri <PM10 e PM2,5>), anche H2S, benzene, IPA ,SOV, metalli pesanti, con l’impiego di campionatori passivi ed un .sistema FT-IR REMOTE SENSING.
Dovrà, inoltre, essere sviluppato un modello di diffusione degli inquinanti nell’atmosfera;
- il monitoraggio delle emissioni odorigene con campagne periodiche;
- il monitoraggio del rumore all’esterno del Centro Olio Tempa Rossa con campagne periodiche;
- stazioni di biomonitoraggio (bioindicatori e biosensori) per la verifica del livello di criticità ecologica derivante dall’eventuale contributo degli impianti dell’insediamento. Su questa parte del progetto il proponente dovrà acquisire il parere di un Istituto Scientifico o Ente qualificati nel settore;
- il monitoraggio dello stato degli ecosistemi (basato almeno sui seguenti indicatori: suolo e sottosuolo, ambiente idrico superficiale e sotterraneo, morfologie naturaliformi, vegetazione con studio fitosociologico, flora lichenica, macrofauna, microteriofauna, carabidiofauna);
- la raccolta dati da un idoneo numero di stazioni di rilevamento della sismicità naturale e/o indotta nell’area del giacimento petrolifero;
- al fine di monitorare gli eventuali effetti sulla dinamica del contesto geologico dovranno essere realizzati dei capisaldi di livellazione di precisione, opportunamente ubicati, in numero sufficiente a fornire un quadro rappresentativo dell’area del giacimento;
- il Progetto di Monitoraggio Ambientale dovrà recepire anche le prescrizioni riportate nel Capitolo 1O. Prescrizioni, monitoraggio, limiti del Rapporto Istruttorio – artt. 29 quater e 29 sexies del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, predisposto dall’Ufficio Compatibilità Ambientale ai fini del rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e complessivamente dovrà risultare coerente con dette prescrizioni.
- I rifiuti prodotti durante la fase di costruzione dovranno essere gestiti in conformità alla normativa vigente, favorendo le attività di recupero, ove possibile, in luogo dello smaltimento ed il deposito temporaneo dei i rifiuti prodotti e non recuperabili dovrà avvenire per categorie
- Dovrà essere effettuata, ad intervalli regolari di tempo e di concerto con l’A.R.P.A.B., la verifica e la calibrazione dei sistemi di misura installati ai
- Dovrà essere definito con Regione e Prefettura un Protocollo per la gestione delle situazioni di emergenza, Inclusi eventi
ecc ecc. vogliamo incominciare a parlare di questo. Vuole dirci il Direttore dell’ARPAB a che punto stiamo ? rocco rosa
