Aniello Ertico, commissario dell’Asi di Potenza, è una delle migliori figure di amministratore che abbia lavorato negli enti lucani. Da uomo di cultura, si è trovato buttato nel calderone bollente di un Consorzio che da anni macinava debiti perchè costretto a offrire i servizi alle imprese sottocosto. Lui, nel giro di un anno ha tolto di mezzo qualcosa come 20 milioni di debiti, un risultato che da solo basta a spiegare come il suo stipendio se lo sia abbondantemente guadagnato. A dicembre scade il suo mandato, ma non per questo ha abbandonato il suo impegno a lavorare per una politica industriale che sia completamente nuova, anche avvalendosi degli apporti che in questo campo possono dare le grandi imprese, dall’Eni, alla Total, alla Barilla, alla FCA. In particolare alle due compagnie petrolifere, con cui si sta trattando, Ertico chiede un impegno più marcato nella poltiica di attrattività delel imrpese, partendo dalla zes regionale  che è una straordinario treno da non perdere.  EcCO il suo parere su quello che dovrebbe farsi:  

Lo spirito ipercritico che, con sempre maggior frequenza, si insinua nella trattazione delle tematiche afferenti le attività produttive e, più in generale, nel dibattito programmatico, rischia di distratRe dalle reali opportunità che, per l’ennesima volta, chiamano all’appello il nostro territorio.

Un territorio misconosciuto da critici ed avventori della geografia politica ed economica regionale che si affannano a descrivere scenari apocalittici e miserie incombenti a cui non fa eco, quale onesto contraltare, la pressoché sconfinata potenzialità della realtà “Basilicata”.

In primis, per quel che attiene alle specifiche competenze istituzionali a me riconducibili, mi preme richiamare l’attenzione sulle dinamiche che potrebbero e dovrebbero vederci impegnati per ottimizzare il vettore “ZES” in materia industriale. Vale la pena di ricordare che, al netto di talune questioni riguardanti la perimetrazione delle Aree, l’appartenenza regionale diffusa alla Zona economica speciale jonica costituisce uno straordinario strumento di attrattività in grado, se attivato con spirito proattivo, di facilitare i nuovi insediamenti secondo criteri di polarizzazione e di specializzazione.

Occasione propizia per tentare di riscrivere una vocazione mai fino in fondo alimentata in maniera coerente.

Da questo punto di vista, le interlocuzioni in atto ai massimi livelli istituzionali con le multinazionali Eni e Total, potrebbero e dovrebbero caratterizzarsi anche suggerendo un diverso protagonismo delle stesse nel ruolo di catalizzatori di aziende.

Tanto al pari delle altre prestigiose realtà produttive che la nostra regione ha il privilegio di annoverare sul proprio territorio.

In una regione in cui la vera emergenza è rappresentata dalla disoccupazione giovanile, concausa strutturale della migrazione e del conseguente spopolamento, il mercato e i nuovi insediamenti produttivi rappresentano non solo una opportunità ma, più correttamente, l’ultima chance.

Accompagnare questi processi, tramite l’adozione di una strutturata politica industriale è possibile ed indifferibile. Anche per emanciparci defmitivamente dal rischio di essere più colonia del capitalismo che progettisti del nostro futuro.

Conosco l’impegno che l’Esecutivo regionale sta profondendo per la riscrittura della complessiva materia produttiva ed auspico che tale impegno possa e voglia prevedere urgenti riforme di sistema per dotare le Istituzioni dei più efficaci strumenti per la gestione di processi, particolaRmente sfidanti ma anche potenzialmente entusiasmanti, a cui siamo tutti convocati nello spazio- tempo globale .

Una paRtnership diffusa tra pubblico e privato, nella rigida separazione di ruoli complementai·i, è la vera e sola opportunità che questo tempo fantastico ci suggerisce; anche in considerazione di quella possibile internazionalizzazione, neppure immaginabile sino a solo un decennio fa.