Parliamo di erosione delle coste col prof. Michele Greco dell’Università di Basilicata, già dirigente del Dipartimento nazionale di protezione Civile, Presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio ambientale regionale ed esperto di idraulica fluviale , modellazione marittima e monitoraggio ambientale.
il prof.Michele Greco
Ne parliamo alla luce del convegno che si è tenuto sulla situazione delle coste joniche del Metapontino, problema che sta a cuore a tutta la comunità regionale, anche per le possibili conseguenze che l’alterazione del clima rischia di provocare proprio sul territorio costiero lucano.
Professore, Le sembra che ci sia una attenzione sufficiente verso questo tema?
Dal punto di vista scientifico,certamente si. I Comuni ed territori costieri, le comunità costiere e l’economia costiera rappresentano un ambito di particolare interesse perché l’esistenza della costa stessa è sensibilmente legata alle dinamiche del mare, che la condiziona e la modella, e che può creare opportunità ma anche fortissime criticità. L’innalzamento del livello del mare, a seguito per l’appunto dei cambiamenti climatici in atto, soprattutto per le nostre realtà del Mediterraneo, significa da subito perdita di habitat naturali ed antropici, stravolgimento delle economie costiere e perdita di suolo, costringendo l’ambiente antropico, le nostre città costiere, le nostre economie costiere, etc. a doversi allontanare lasciando luoghi e valori.
E da quello politico-operativo ?
Come è facilmente immaginabile, questo processo, che non può essere arrestato istantaneamente ed ancor più difficilmente invertito tout-court, deve essere affrontato con misure di adattamento e di contrasto, che inevitabilmente passano attraverso scelte partecipate dalle comunità locali, dai cittadini ed abitanti di quei luoghi, che richiedono una politica di prossimità in grado di mettere in atto azioni concrete e tempestive, che guardino alla sostenibilità ambientale ma, oltre ogni cosa, durature tali da creare una elevata resilienza territoriale.
Ci spieghi nel dettaglio
“Serve il coraggio di proporre ed attuare modelli nuovi di gestione della costa, di costruzione di comunità “green” che lavorino sulla autonomia energetica e sulla capacità di convivenza con un mare diverso da “come era”, vuol dire pensare ad una “blue-economy” che vada oltre l’utilizzo della risorsa mare prevalentemente per la pesca e per il turismo, ma che la valorizzi dal punto di vista energetico, favorendo la nascita di comunità energetiche locali, ma anche per l’agricoltura marina come integrativa e alternativa ad una parte di quella convenzionale, etc. Insomma, pensare il mare senza pregiudizi e costruendo nuove professioni ed opportunità di lavoro che mutui le conoscenze nei settori convenzionali adattandole alla realtà marina e marittima.
Tutto questo come si inquadra in una politica per il turismo, che è la fonte principale dello sviluppo di quel territorio?
Anche qui, sul tema del turismo costiero, si apre una finestra di particolare importanza in relazione alla sicurezza delle nostre coste e, in particolare, alla sicurezza delle nostre spiagge, intesa come sicurezza alla balneazione non solo in termini di qualità chimico-fisica e batteriologica delle acque costiere, ma come attenzione alla incolumità ed integrità della popolazione dei bagnanti. L’attribuzione della “Bandiera Blu” è certamente un indicatore di qualità, intesa in senso ampio integrando gli aspetti ambientali delle acque costiere alla dotazione di servizi da parte degli enti locali per la migliore fruibilità delle spiagge e della costa, ma non è sinonimo di sicurezza delle spiagge. Su tale tema, infatti, la norma UNI 11745:2019 “Sicurezza della società e del cittadino: qualificazione delle aree di balneazione ai fini della sicurezza dei bagnanti”, rappresenta un riferimento tecnico-operativo attraverso il quale poter dare una misura quantitativa, metodologicamente basata su dati reali ed osservati.
E nello specifico , a Suo parere, come si presenta la situazione del Metapontino ?
L’applicazione della norma mette in primo piano, al di là dell’accessibilità alla balneazione, (es. barriere architettoniche, raccolta differenziata, riduzione dei consumi, mobilità sostenibile, etc ) il tema di come poter accedere o garantire l’accesso dalla spiaggia ai servizi ecosistemici e territoriali. In altre parole, di quali presidi e dotazioni il complesso “spiaggia e retrospiaggia” si deve dotare per garantire il massimo livello di sicurezza ed insieme di misure preventive e protettive tese a ridurre la probabilità di conseguenze negative per la salute dei bagnanti.
E dunque il suo giudizio ?
L’applicazione di tale norma al caso di studio del litorale di Metaponto, ha consentito di riscontrare un buon livello di sicurezza alla balneazione, e , di conseguenza, conferendo un ulteriore livello di qualità delle spiagge in aggiunta alla già maturata bandiera blu. E’ , però,quanto mai urgente che la politica regionale attui una pianificazione integrata delle aree costiere, che si opera ed adopera in maniera trasversale tra le competenze dell’ambiente, dell’agricoltura, delle infrastrutture e delle attività produttive. Un piano integrato di adattamento ai cambiamenti climatici delle aree costiere che, a partire dagli inerventi strutturali, oggi in netto ritardo sulla costa ionica, per contenere l’erosione costiera, veda una trasformazione controllata verso un sistema territoriale sostenibile che valuti in anticipo le misure da adottare per contrastare il fenomeno naturale in atto. Non tralascerei anche il tema della salute poichè, oltre alla percezione del benessere legato agli ambiti ludico-ricreativi, la nostra costa può essere ulteriormente valorizzata destagionalizzando le strutture ricettive come residenze per implementare il turismo sanitario, aprendosi, quindi ad altre economie e professionalità. Rocco Rosa
in copertina: la firma nella sede della Sezione della Lega Navale di Matera, del Protocollo d’Intesa tra la Lega Navale Italiana e l’Università degli Studi della Basilicata. L’accordo, firmato dal Presidente Nazionale della L.N.I., Ammiraglio Donato Marzano e dal Prorettore all’Internazionalizzazione dell’Unibas, Professor Michele Greco, pone al centro la realizzazione di una collaborazione didattico-scientifica su temi di interesse comune, con particolare riferimento all’ambito marittimo e all’uso consapevole della risorsa idrica.
