PATRIZIA BARRESE

E’ dal cristallino tepore

e dal candore di sale affogato

che, dallo specchio di mare,

scogli acclivi e scarne alture,

spaziano a pelo d’acqua

fra smeraldine trame sulle rive.

A piedi nudi e mani silenziose

i passi insabbiati svaniscono…

sul manto smerigliato d’infinite pietre,

arse di sole alto all’orizzonte

o del freddo andirivieni ondoso

di brezza muta mattutina.

L’ombra dorata e vaga

scivola a perdifiato,

in seno ad ombrelloni e sdraio,

e frammisti a spruzzi di mare e di turchese,

navigano a ciglio le carene  

a vele lontane stese.

E tra salsedine e respiri,

voci, parole e suoni,

note e risa spiritate,

s’alzan di bocca e di fermento,

fra i grovigli di bimbi e di bagnanti,

a navigar la scia del vento.

E qui viandando giunge…

dai pianori di seta a sabbia fine

al Sacrario maestoso di nero ardente

ove dall’alto abbraccio,

sorgon sole e sospiri

e si staglian lidi e colori.

E se di spiaggia il pensiero vaga

e di visioni estatiche giunge ai faraglioni,

lo sguardo vola sotto gli aquiloni,

e carezzando a nudo le pelli dorate

vivon di sogni e di magia

i bagliori dell’estate.