E’ tutta un programma la dichiarazione del Sindaco di Ferrandina circa l’entrata in campo di un concittadino emigrato in Canada che ha deciso di investire sulla ex Mithen, mettendoci- dice testualmente  il Sindaco- soldi veri un una impresa industriale vera. Il significato di questa frase è evidente e cioè che nel passato ci sono stati soldi finti ( prestati dalle banche) e investimenti all’acqua di rose. Com’è stata appunto la Mithen che è fallita dopo aver lasciato per terra gli operai e, sotto terra, un mucchio di metalli pesanti. Forse per aiutare il compaesano, il Sindaco avrebbe anche potuto far chiarezza sui problemi che egli deve affrontare, prima di tutto la caratterizzazione del terreno che, a quanto sembra, essendo un suolo privato, non entra nel piano generale Sin. Quindi, se come dice il Sindaco, per “troppo tempo abbiamo subito atti predatori ai danni del territorio. Per tanti anni solo delusioni e amare illusioni”, oggi coerenza vorrebbe che al Sig,. Pasquale Tremamunno si desse una mano per capire come risolvere i problemi che ci sono per uno che voglia fare imrpesa seriamente. Si perchè, il Presidente dell’Associazione ambiente e legalità, Pio Abiusi, continua a tempestare di lettere il Ministero dello sviluppo economico, quello dell’ambiente e la Regione Basilicata in tutte le direzioni possibili per sostenere che l’autorizzazione ambientale non si può dare  e che aver dato , da parte della Provincia di Matera, l’AUA, autorizzazione unica ambientale, è un abuso perchè ignora tutte le problematiche esistenti sul piano ambientale. E questo dopo che la Conferenza unificata aveva sancito che “si ritiene che l’autorizzazione interverrà dopo aver definitivamente chiarito con il competente Ministero i limiti di procedibilità in rapporto ai superamenti ancora in atto per i composti ferro,manganese e solfati, altri metalli presenti nella acque di falda”. Non ci sembra che tale chiarimento ci sia stato, forse in sogno. A rafforzare tale convincimento troviamo supporto – dice Abiusi- nella lettera Prot N. 0105964/23AA del 27 Giugno e.a. che l’Ufficio Prevenzione e Controllo Ambientale del Dipartimento Ambiente ed Energia della Regione Basilicata ha inviato anche a tutti i destinatari della presente. In merito alla nota suddetta ringraziamo la dirigenza dell’Ufficio circa  la puntualiizazione relativa all’art.252 comma 5 e che nel caso dei SIN si applica in luogo del 250, sempre del cosiddetto decreto ambiente, e ne facciamo buona memoria. Proprio il suddetto articolo del d.lgsl 152/06 rafforza il ruolo del Ministero e che al momento risulta, invece, essere assente. Charire la cosa, prima che i soldi “veri” si spendano, sembra a tutti un dovere, al Sindaco compaesano un doppio dovere, quello di Sindaco e quello di compaesano.