L’ex Prefetto di Matera, Bellomo e i funzionari della Prefettura Tritto, Santorufo,Montemurro, Camerini e Guida sono stati condannati dalla Corte dei conti della Basilicata a risarcire il danno erariale prodotto da un artificioso frazionamento degli importi dovuti alla ditta Lascaro per prestazioni rese in favore dell’Amministrazione dell’Interno. Non si è proceduto in sede penale perché non poteva considerarsi una fattispecie di truffa , ma il danno erariale era comunque evidente. In sostanza, a fronte della normativa che impedisce alle amministrazioni pubbliche di procedere al pagamento di importi superiori ad un certa cifra (fissata prima in € 10.000,00 e poi in € 5.000,00) in favore di soggetti che risultino, nei confronti del fisco, l’aver frazionato il pagamento dei servizi all’impresa Lascaro con fatture al di sotto della soglia di legge ha comportato un evidente danno erariale per lo Stato, impedendogli di riscuotere il dovuto dall’impresa in questione, che ammonterebbe a qualcosa come un milione di euro. Da intercettazioni telefoniche al palazzo prefettizio,sono emerse evidenti le circostanze secondo cui Funzionari della Prefettura competenti alla gestione del rapporto contrattuale avrebbero emesso dei titoli di pagamento artatamente “confezionati”per raggiungere importi sistematicamente inferiori alla soglia “di verifica” dei debiti fiscali del beneficiario, nella piena consapevolezza dell’esistenza di un ingente debito con l’Erario da parte della ditta Lascaro e in completo dispregio di quelli che avrebbero dovuto essere i criteri di fatturazione. La norma violata ha fatto scemare significativamente la possibilità di realizzazione la pretesa fiscale, che non è di poco conto: risulta un’esposizione debitoria della ditta Lascaro nei confronti dell’erario di ben € 1.005.603,65 già alla data del primo pagamento del 03/04/2017,notevolmente peggiorata alla data dell’ultimo pagamento del 27/07/2018, quando la complessiva pendenza risulta ascesa alla considerevole somma di € 1.583.743,74. Alla luce della complessiva ricostruzione come sopra effettuata si ritiene – sentenzia la Corte- che debbano essere considerati dannosi, per le suesposte ragioni, tutti i pagamenti indebitamente effettuati nei confronti della ditta Lascaro, per il complessivo importo di € 205.522,18, da addebitare ai soggetti di seguito indicati, in ragione dell’incidenza causale delle condotte di ciascuno e in favore del Ministero dell’Interno, come di seguito esposto.
a) condanna in via principale Montemurro Maria Franca al pagamento dell’importo di € 98.984,10, in solido con Tritto Michele fino a concorrenza della somma di € 91.434,69, e Santorufo Luigia al pagamento dell’importo di € 97.774,77, in solido con Tritto Michele fino a concorrenza della somma di € 89.676,13;
b) condanna, in via sussidiaria rispetto ai suindicati obbligati in via principale, Camerini Rosalia Ermelinda al pagamento della somma di € 196.758,87;
c) condanna in via principale Guida Francesca e Bellomo Antonia al pagamento in parti uguali, dell’importo di € 8.763,31
