Marco Di Geronimo

Questa domenica il carrozzone della F1 va a Singapore. La tappa sul circuito cittadino non ha un vincitore predefinito. Mercedes, Ferrari e Red Bull sono in una fase molto liquida del campionato: potrebbe succedere di tutto.

Anche se spesso sembra che non succeda niente. I piloti di Stoccarda continuano a dominare su tutte le piste: a Monza la pessima partenza di Lewis Hamilton non gli ha impedito di arrivare 2°, mentre Rosberg vinceva indisturbato. La forza del motore tedesco e il bilanciamento della W07 Hybrid sono carte che conteranno parecchio sulle strade della città indonesiana.

In casa Ferrari la situazione è più complessa. L’aggiornamento alla Power Unit mandato in pista sul circuito brianzolo non l’ha rimessa in condizioni di contrastare i teutonici. Abbiamo detto più volte che i punti deboli di Maranello sono due: pacchetto aerodinamico e grip meccanico. A Singapore servono entrambi. Le 23 curve dello street circuit chiedono una macchina incollata all’asfalto.

Ma non si può pronosticare un risultato magro per la Rossa. Nel 2015 si riscontravano gli stessi problemi ma Vettel ha vinto comunque. Questo perché le strade della Montecarlo asiatica esigono una macchina completa e versatile. Il gas rimane aperto per il 45% del giro e si raggiungono picchi di 300 chilometri orari. È una gara lunga (sfiora le due ore di durata, il massimo consentito dal regolamento) e particolarmente impegnativa per i piloti. Giusto qualche anno fa Jenson Button aveva proposto di accorciarla per via dello stress fisico.

Due cattive notizie per il Cavallino. La prima è l’enorme numero di cambiate richieste a giro. Ottantasette cambi marcia a tornata, oltre 4mila in tutta la gara. E quest’anno Sebastian Vettel ha sostituito la trasmissione troppe volte. La seconda invece è che la Renault porterà un nuovo motore alle Red Bull: e se i bibitari migliorano su questo fronte le difficoltà aumentano. La squadra con sede a Milton Keynes ha sofferto molto l’inferiorità del propulsore francese – al punto da rischiare la rottura del contratto con i transalpini. Se la Ferrari perderà anche questo vantaggio, diventerà difficile riprendersi il secondo posto tra i costruttori.

D’altro canto in Red Bull non se la passano molto meglio. Se a livello tecnico la macchina sembra migliorare, gestire i piloti è sempre più difficile. Uno in particolare: il diciottenne Max Verstappen. Il figlio d’arte infatti sta creando attorno a sé un’aura negativa, attirandosi le critiche di piloti e commentatori. All’indomani di Monza ha avuto un diverbio a distanza con Jacques Villeneuve, campione F1 1997 («i giudici non lo penalizzano mai, ma lui è pericoloso» ha protestato il canadese, «parla lui che ha ucciso un uomo» ha ribattuto in polemica l’olandese, riferendosi a un incidente di parecchi anni fa).

Singapore sarà una gara interessante anche per un altro aspetto: vedremo se nel basso della classifica qualcosa si muove. La Force India continua a inanellare buone prestazioni e insidia il primato della Williams come quarta forza del mondiale. Il circuito cittadino è un’ottima occasione per dare un ceffone al team di Grove: gli indiani potrebbero approfittare del fatto che la macchina di Sir Frank ha un assetto aerodinamico molto scarico. Troppo scarico, per tutte quelle curve.

L’appuntamento è alle ore 14.00 di domenica 19: saranno 61 giri trasmessi in diretta sia da Rai 1 sia da Sky Sport F1 HD. Di seguito gli  orari delle altre sessioni in pista.

VENERDÌ 17 SETTEMBRE

FP1     12.00-13.30    Sky F1 & Rai Sport 2

FP2     15.30-17.00    Sky F1 & Rai Sport 2

SABATO 18 SETTEMBRE

FP3     12.00-13.00    Sky F1 & Rai Sport 2

Qual.   15.00               Sky F1 & Rai 2

DOMENICA 19 SETTEMBRE

Gara   14.00               Sky F1 & Rai 1