Quando si spendono decine di milioni di Euro su un’opera, uno si aspetta che arrivi il risultato. Ma nel Sud è capitato e capita che spesso i finanziamenti servono per cominciare un’opera, salvo poi trovare altre fonti finanziarie per portarle avanti. Così che o cambiano dirigenti e con essi cambiano pure le priorità, oppure si va avanti secondo le esigenze della giornata , con il risultato che chi ha meno voce in capitolo è costretto a mettersi in coda. E che la Basilicata non abbia mai avuto voce in capitolo con l’Azienda Fal ,lo dimostra la storiaccia della tratta Genzano-Avigliano di Lucania, che è una storia nella storia della linea Altamura-Potenza. Questo atteggiamento reticente sulla questione da parte dei Sindaci ( la speranza è che il rinnovo di alcune amministrazioni porti anche ad una consapevolezza di queste problematiche) e di sostanziale non ascolto da parte dell’assessore Merra ( che non ha colpe su quello che è successo negli anni, ma che è colpevole di assenteismo sui temi segnalati) sta clamorosamente dimostrando una sorta di sudditanza rispetto ad un’azienda che è nata per assicurare servizi di trasporto ferroviario minore in due regioni e nel corso degli anni ha ridotto in pratica la propria sfera di azione alla sola Puglia. Si diceva all’inizio che in otto anni di lavori sulla Tratta Genzano – Avigliano Lucani (32,7 Km) sono stati spesi decine di Milioni di Euro per opere di rinnovo della sede ferroviaria (risanamento della massicciata, installazione delle rotaie di tipo UNI50 in sostituzione delle rotaie UNI36, installazione di nuove traverse in c.a.p. in sostituzione delle vecchie traverse di legno. Consolidamento e adeguamento di ponti, viadotti e muri di sostegno, opere di protezione della linea, camminamenti di servizio ecc.) Il tracciato storico della tratta è rimasto sostanzialmente invariato, a meno di qualche rettifica di curva e di qualche lieve variante. La scelta progettuale di conservare il tracciato originario, anche per ragioni di costo, recupera il tracciato tortuoso e acclive con curve strette e pendenze rilevanti, perciò percorribili con velocità di linea comunque basse, di contro ha conservato quasi inalterata una linea appenninica di splendida bellezza ambientale, in un consolidato contesto naturale. E’questo un risultato apprezzabile.
Purtroppo le vicissitudini della Genzano-Avigliano L. non termineranno con gli interventi qui sopra descritti, resta il rilevante problema dell’adeguamento delle gallerie, che forse FAL per ora ha rinviato. E’ noto del resto che le sezioni delle 6 o 7 gallerie della tratta sono inadeguate alle vigenti Normative in materia di sicurezza ferroviaria, inoltre i nuovi treni STADLER non ci passano dentro. Occorreranno perciò ulteriori opere di adeguamento di oltre 1 Km di gallerie.
Si segnala il Fabbricato Viaggiatori della Stazione di Acerenza è ancora inagibile dopo 40 anni dal terremoto del 1980 . E’ noto che il personale in servizio presso quella Stazione ha lavorato in un container per circa 32 anni, cioè da Novembre 1980 a Giugno 2012, un altro container era adibito a Sala d’Attesa per i viaggiatori.
Si segnala anche il “mistero” del bellissimo ponte sul fiume Bradano al Km 53,775, in muratura di mattoni e di circa 100 anni di età, dove sembra che non sia stato eseguito alcun intervento di adeguamento sismico, nonostante che la tratta sia stata rimessa in esercizio per un certo periodo.
E dunque , portare a termine i lavori sulla Genzano Avigliano ha un doppio risultato: da un lato si giustificano i soldi spesi finora, dall’altro si rimette in piedi la necessità di ridare funzionalità all’intera tratta lucana-murgiana, mettendo in soffitta l’ipotesi pure ventilata di ridurre la funzionalità al solo percorso Genzano-Potenza : una ipotesi da rigettare energicamente ove solo si pensi che tutta la comunità bradanica , da Acerenza a Oppido, Genzano, Irsina, Cancellara, Tolve, Pietragalla, Forenza hanno relazioni frequenti sia con l’area murgiana-barese sia con il capoluogo potentino.
Qualora vi fossero le volontà della Politica, questa Tratta potrebbe rientrare a pieno titolo nel Piano di potenziamento delle infrastrutturale ferroviarie del Mezzogiorno e beneficiare del “Recovery Fund”. Infatti possiede favorevoli caratteristiche plano altimetriche, in quanto si snoda nella valle del Bradano e del Basentello, fino alle dolci colline della Murgia in un territorio meno impervio rispetto al tracciato appenninico della Genzano-Avigliano L., perciò proprio qui sarebbe utile realizzare sostanziali varianti di tracciato. Tanto al fine di ottenere una effettiva velocizzazione della tratta ed una importante riduzione dei tempi di percorrenza sulla relazione BA-PZ, in analogia alla variante di valico realizzata da ANAS sulla tratta Pellicciari – Santa Teresa della SS96 oltre 20 anni fa.
In conclusione, queste sono le problematiche della Linea Altamura – Avigliano Lucania (circa Km 85). Occorre nuova attenzione e impegno delle Regioni Puglia e Basilicata e di tutte le comunità del Bradano al fine di rivitalizzare questa infrastruttura ferroviaria che collega la Basilicata con la Puglia, importante anche per gli aspetti turistico ambientali e paesaggistici. ROCCO ROSA
