Riscattare la terra, con la terra gli uomini e con gli uomini la razza (5)
LUCIO TUFANO
Il Fascismo nel condurre un lotta senza tregua contro l’urbanesimo fa di tutto per riaccendere l’amore per la terra. Organizza uno spettacolo permanente in favore degli agricoltori facendo del paesaggio e della cultura agraria un repertorio inesauribile di celebrazioni mitiche, poetiche, folcloristiche ed operative del ruralismo.
Speciali provvedimenti legislativi danno alle autorità locali i poteri necessari per infrenare l’artificiosa centralizzazione e cioè la emigrazione dalle campagne non rispondente alle reali esigenze della industria edile o degli uffici pubblici, e per restituire al lavoro dei campi quanti nelle città debbono considerarsi dal punto di vista della produttività un peso morto o addirittura parassita. Contro l’afflusso degli abitatori delle campagne nella città ed a promuovere il riflusso della città nelle campagne, concorrono i provvedimenti per la bonifica integrale che, aumentando la estensione dei terreni coltivabili, aumentano la necessità di lavoro manuale e direttivo nella campagna.
Alla base del teatro rurale,un grandioso programma di redenzione agraria del suolo, la lotta all’urbanesimo, la propugnazione e la agevolazione del ritorno ai campi, la attenuazione nei centri abitati della penuria di abitazioni. Incoraggiando la costruzione di nuove case popolari, si favorisce la formazione di famiglie numerose. «Il ritorno alla campagna conduce ad una maggiore salubrità e moralità. La famiglia non si ricostruisce solidamente se non facendone sentire tutta la santità. È necessario che risorgano quegli ideali religiosi e morali che i moderni intellettuali si sono sforzati di distruggere». È necessario che il cittadino-c osi predicano i pedagoghi del regime – dal falso concetto di una vita moderna materialistica, fatta di competizioni economiche e di godimenti impuri, sia ricondotto alla esatta comprensione delle vere ragioni e finalità della vita umana, la famiglia e la patria. Tutto ciò diventa opera seria ed energica, affidata alla scuola, alle organizzazioni educati ve dell’Opera Nazionale Balilla, alle istituzioni dell’Opera Nazionale del Dopolavoro, alla cinematografia, alla radiografia ed a tutta una molteplice produzione di iniziative, manifestazioni feste e celebrazioni, contro l’azione tossica dell’urbanesimo, i focolai di infezione morale, i germi della corruzione.
L’istituto familiare, cosi rinvigorito, diventa il più valido strumento di assistenza sociale. Questo per assecondare ed agevolare, con la educazione ed il sentimento, i compiti di difesa e di miglioramento fisico e morale della razza. Un programma di ampia ruralizzazione della Italia in sintesi, tracciato dal Duce con provvedimenti intesi a favorire la disurbanizzazione, le migrazioni interne e la bonifica del territorio. Tra le attività di polizia vi è il divieto di flussi dalle campagne nella città, combattendo nell’animo dei contadini il miraggio della città, facendo presente agli inurbati i vantaggi della vita nei paesi e J!,ei villaggi, accordando mezzi gratuiti di viaggio agli indigenti, per facilitarne il ritorno nei paesi di origine: Armento, Terranova di Pollino, Corleto Perticara e Guardia ecc., rimpatriando con fogli di via tutti coloro che giungono a Potenza sprovvisti di mezzi di vita e di lavoro o ne rimangano privi.
Le migrazioni temporanee procurano la mano d’opera necessaria per i lavori di bonifica[1]. Le migrazioni definitive provvedono alla colonizzazione, mediante il trasferimento di numerose famiglie di agricoltori dalle provincie popolate in quelle meno abitate e suscettibili di una più alta produzione industriale o terriera. Un comitato permanente per le migrazioni interne concede speciali contributi per le intraprese di colonizzazione che comprendano l’impiego di almeno cinque famiglie coloniche migrate, accorda premi ai piccoli proprietari e ai conduttori di fondi che abbiano attuato notevoli miglioramenti fondiari con l’impiego di famiglie migrate. I sussidi sono più elevati quando il collocamento delle famiglie migrate riguardi le zone di montagna da ripopolare … Si assicurano i mezzi finanziari per’ le opere di trasformazione, bonifica e colonizzazione mediante la legge “Mussolini”, giacché i suoi presupposti e il concetto informatore sono frutto del pensiero politico del Duce.
Essa mira alla bonifica idraulica ed agraria del territorio nazionale, ed è strumento efficacissimo di ruralizzazione del paese, mediante contributi per le spese di opere di irrigazione e bonifica idraulica, di costruzione di acquedotti rurali, borgate rurali, fabbricati rurali isolati, strade poderali, per la provvista di acqua potabile, di energia elettrica a scopo agricolo. Il grandioso programma di lavori tracciato nella legge, è previsto dall’esercizio 1928/1930 per tutto l’arco di anni fino al 1959/1960 incluso, per una somma complessiva di oltre seimila miliardi di lire, al fine di riscattare la terra, con la terra gli uomini e con gli uomini la razza. Nell’esercizio 1929/1930 viene autorizzato un complesso di opere dell’ importo di L. 665 miliardi, dei quali 18 milioni per i lavori di bonifica del Metaponto, con cui si affronta uno dei più gravi problemi di sviluppo agrario della Basilicata.
[1] R.D.L. 28 nov. 1928, n. 2874.
