In questa storia del bonus incassato da politici e amministratori sarebbe giusta, se ci fosse, l’indignazione dell’opinione pubblica ma è sicuramente sospetta quella espressa da molti addetti ai lavori, da qualsiasi lato dell’emiciclo istituzionale. Perchè da tempo, da molto tempo, si è abbassata la soglia della moralità nella gestione del bene pubblico e lo si è fatto per cose più consistenti, prima nell’interesse dei partiti poi per riempire tasche personali. E’ un cancro che ha invaso l’intero corpo dello Stato andando anche ad intaccare tessuti che finora erano ritenuti sani . Quindi l’età e l’esperienza suggeriscono di guardare meglio alle cose, senza farsi trascinare dalla utilizzazione strumentale di vicende come queste. In linea generale la utilizzazione del bonus da parte di parlamentari e di amministratori comunali non realizza un reato, ma solo una evidente caduta di senso civico, un comportamento abbastanza miserevole di persone cui non gli importa un fico secco di dare l’esempio e di partecipare con una piccola rinuncia personale ai sacrifici collettivi di aiutare chi più ha bisogno. E’ successo la stessa cosa durante il terremoto dell’80 con consiglieri comunali che pur avendo subito la distruzione di oggetti di casa si sono guardati bene dal richiedere il ristoro, mentre altri ( ne parlarono i giornali dell’epoca) hanno fatto liste di fantasia, per nulla interessati a dare esempi di comportamento virtuoso. Altra è invece la situazione che concerne il Sindaco Cicala che, nel momento in cui ha deliberato, con soldi comunali, un aumento del contributo alle partite Iva , doveva sapere che questo aumento toccava a se stesso e alle proprie imprese e quindi la sua decisione entrava di diritto nel limbo dell’interesse privato in atti pubblici. Uno sbaglio bello grosso cui non può più porre rimedio. Detto questo,l’indignazione ufficiale non viene dall’opinione pubblica che è ormai annichilita da anni di comportamenti predatori, ma dall’interno dei rispettivi schieramenti in un gioco di spodestamento che rende ancora più squallida la vicenda , rivelandosi come un modo per liberarsi di un avversario interno o di sostituirlo nella carica. Se si guarda a quello che si muove nelle prese di posizioni come pure in certe interrogazioni parlamentari fatte per vie traverse, si avverte forte la sensazione di una denuncia che appare finalizzata alla eliminazione o alla messa ai margini politici delle persone interessate più che a fare luce su zone d’ombra che, rispetto alle gigantesche ombre provenienti dagli stessi partiti, sono come un ciuffo di macchia mediterranea rispetto ai boschi della catena alpina. L’opinione pubblica è indignata si: ma per tutto quello che succede ogni giorno, non solo per quello che è successo ieri. E’ indignata ed è giustamente sospettosa di certe posizione moralisteggianti che sono solo un ulteriore sberleffo alla moralità di un popolo che merita governanti migliori. Rocco Rosa
FATEVI LA GUERRA ,MA NON IN NOME DELLA OPINIONE PUBBLICA
