Una volta non c’era bisogno di precisazioni. Era costume dei politici dare atto della paternità di alcune scelte. Addirittura nelle inaugurazioni ufficiali di opere che venivano dal passato c’era il garbo di invitare quelli che quell’opera l’avevano proposta e candidata, come è stato per esempio con l’ìinaugurazione della sopraelevata di via del Gallitello. La politica è degenerata e il rispetto delle persone è diventato un fatto quasi antiquato, che non usa più,così che sempre pronti a rinfacciare le cose che non vanno, quando è qualcosa che viene realizzata si fa spregiudicatametne una operazione di appropriazione indebita di quell’opera. Non meraviglia perciò che di fronte all’esultanza del presidente Bardi sul fatto che entro dicembre la fibra ottica coprirà l’inetra regione, il precedente Governatore alzi il dito per dire sommessamente che quell’opera l’ha voluta lui e l’ha finanziata lui. Gli si può dar torto? No, è una precisazione che si sta e di cui bisogna prendere atto.

 “Sono contento -scrive Pittella- che si annunci l’ultimazione dei lavori, entro fine 2022, su tutto il territorio Lucano, della posa in opera della fibra ottica, perché ci abbiamo lavorato alacremente negli anni passati. Nel 2017 infatti, avevamo già ultimato le prime due fasi del progetto BUL; e partendo  dall’accordo che sottoscrivemmo a Roma il 27 luglio 2016 con il Ministero dello Sviluppo economico, nel 2018 abbiamo avviato la terza fase che ha riguardato 65 Comuni non ancora coinvolti dai precedenti interventi, tre aree industriali e 17 aree produttive. Ed oggi ripeto, quello che ebbi modo di dire nell’incontro che tenemmo con i sindaci per dare avvio ai lavori di completamento del progetto. Abbiamo voluto mettere a frutto risorse significative per lo sviluppo concreto della nostra regione, individuando nel superamento del digital divide uno degli asset fondamentali. La crescita, anche in questo caso da noi avviata, va stabilizzata per tradursi in sviluppo.”