L’anno degli irresistibili flussi: la potenza dell’export delle filiere produttive globalizzate. L’Italia resta al 10° posto nella graduatoria mondiale degli esportatori con una quota di mercato del 2,8%. Nel 2015 il nostro Paese ha superato il 5% dell’export mondiale in ben 28 categorie di attività economica, tra cui alcune produzioni del made in Italy come i materiali da costruzione in terracotta (19,8%), i prodotti da forno e i farinacei (12,8%), le produzioni in cuoio (12,3%), le pietre tagliate (10%). Il saldo commerciale del made in Italy è stato di 98,6 miliardi di euro: più del manifatturiero nell’insieme (93,6 miliardi) e dell’export di merci complessivo (45,1 miliardi). È un settore in forte e costante crescita sui mercati internazionali grazie all’applicazione del paradigma del «bello e ben fatto», sia nelle produzioni fortemente «brandizzate» (l’alimentare, la moda, il design), sia in quelle dove il brand aziendale conta meno, ma che nel tempo hanno conquistato il segno distintivo di qualità e affidabilità (la meccanica di precisione). L’export dell’industria alimentare ha segnato variazioni percentuali più che doppie rispetto all’export complessivo: +83,9% in termini nominali nell’ultimo decennio rispetto al +37,5%.
TURISMO
Tra il 2008 e il 2015 gli arrivi di turisti stranieri in Italia sono aumentati del 31,2% e sono cresciute del 18,8% anche le presenze, ovvero i giorni di permanenza. Nell’ospitalità alberghiera va bene l’alta gamma: +50,3% di arrivi dal 2008 a oggi negli hotel a cinque stelle e +38,2% in quelli a quattro stelle, mentre crollano gli arrivi negli alberghi a una o due stelle (rispettivamente, -33,1% e -22,4%). Il vero boom ha riguardato gli esercizi extralberghieri, con arrivi aumentati nello stesso periodo del 32,5%: alloggi in affitto +58,6%, bed and breakfast +31,8%, agriturismi +48,1%. Nel caso degli stranieri, le opzioni per l’ospitalità alberghiera di lusso (alberghi a cinque stelle +71,4%, a quattro stelle +40,9%) e per quella extralberghiera (alloggi in affitto +79,7%, bed and breakfast +70,5%, agriturismi +74,5%) sono cresciute a ritmi simili. Nel caso degli italiani, sale l’extralberghiero (alloggi in affitto +37,3%, bed and breakfast +44,5%, agriturismi +32,2%) molto più dell’alberghiero (alberghi a cinque stelle +13,2%, a quattro stelle +24,9%). A fronte di un incremento tra il 2008 e il 2015 dei posti letto negli alberghi del 2,2%, esclusivamente concentrato nelle fasce di offerta superiori, si riscontra un aumento di posti letto nel settore extralberghiero del 7,4%, spinto da un ampliamento dell’ospitalità di bed and breakfast (+67,7%) e agriturismi (+31,4%). (RAPPORTO CENSIS 2016)
