Una “passerella” delle più note celebrità mondiali che conduce, come in un viaggio, nei ricordi di un’epoca, quella dagli anni ’60 agli anni ’90, costellata da leggende
della musica, icone del cinema e dello spettacolo, protagonisti della politica. Inaugurata ieri a Matera, presso il salone di Palazzo Viceconte (Via San Potito, 7), la
mostra “Italian Icons, scatti rubati al tempo”: immagini che ripercorrono l’attività di Ron Galella, il fotografo, di origini di Muro Lucano, conosciuto in tutto il mondo. Settanta opere in bianco e nero, selezionate tra più di 3 milioni di foto dell’archivio del ‘paparazzo’, che ritraggono i più grandi miti dello star system internazionale. Tra le fotografie entrate nell’immaginario collettivo spiccano i ritratti di personaggi come Sophia Loren, Virna Lisi, Anna Magnani, Silvana Mangano, Roberto Benigni, Frank Sinatra, Francis Ford Coppola, Al Pacino, solo per citarne alcuni. Scatti che Ron Galella selezionò personalmente per donarli, nel 2009, al Consiglio regionale della Basilicata, un modo per rendere omaggio alla regione che diede i natali a suo padre.
La storica d’arte Fiorella Fiore, che ha curato il testo critico del catalogo ‘Italian Icons – Scatti rubati al tempo’, edito dal Consiglio regionale della Basilicata e promosso dalla Struttura di Coordinamento Informazione, Comunicazione ed Eventi, ha ripercorso la storia artistica di Ron Galella, a partire dalle sue prime esperienze di fotografo di guerra fino alle immagini che hanno immortalato i miti dell’epoca “con le loro imperfezioni, mettendo in risalto la naturalezza e non l’aspetto patinato che offrivano al pubblico, cogliendoli di sorpresa”. “Con l’innovazione tecnologica – ha precisato Fiore – si rifugge da quella naturalezza e imperfezione, cercando invece immagini perfette e anche un po’ finte. Le opere di Galella stimolano una riflessione quanto mai attuale in questo momento storico, manipolato dai social e artefatto dai filtri e, in questo ultimo periodo, anche dall’intelligenza artificiale”. Il direttore Generale dell’APT, Antonio Nicoletti ha evidenziato l’intensità degli scatti del fotografo lucano: “Ron Galella è uno dei figli più illustri della nostra terra che con la sua arte e con il suo originale sguardo sul mondo e sulle persone è riuscito a interpretare in modo profondo e autentico il suo tempo, trasferendoci immagini che sono attuali ed emozionanti anche oggi. Come APT – ha affermato – stiamo puntando molto sulla promozione della Basilicata anche attraverso i grandi personaggi di origini lucane che, pur vivendo fuori, hanno sempre mantenuto saldo il legame con la loro terra. Ron Galella si inserisce, infatti, in quella lunga lista di artisti che comprende nomi del calibro, solo per citarne alcuni, Francis Ford Coppola, Ludovico Nicola Di Giura, di cui stiamo raccontando la vita attraverso i disegni di Giuseppe Palumbo su AlterLinus. Non a caso abbiamo dato vita a Matera alla prima borsa internazionale del turismo delle radici ‘Roots in’. Continueremo su questa strada, supportando l’iniziativa del Consiglio regionale per diffondere quanto più possibile l’arte e lo sguardo di Ron Galella. L’auspicio è quello di allestire una mostra permanente di questo prezioso materiale fotografico”. Il Direttore generale del Consiglio regionale della Basilicata, Domenico Tripaldi, ha portato il saluto del presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala, impossibilitato ad essere presente all’evento e dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale: “Le opere di Ron Galella rappresentano un patrimonio importante per la nostra Istituzione e per tutta la comunità lucana. La testimonianza di Galella conferma quanta Basilicata sia rappresentata nel mondo da personaggi come il noto fotografo apprezzato a livello internazionale che hanno operato negli ambiti più diversi. Il ruolo e l’intento del Consiglio regionale, nel promuovere questa iniziativa, è proprio quello di rendere omaggio ai vari ambasciatori della lucanità nel mondo. E la mostra su Ron Galella ne è l’esempio concreto. È significativo proseguire su questa strada di valorizzazione delle eccellenze del territorio, un lavoro da fare in sinergia tra le Istituzioni e gli attori principali del panorama culturale regionale”. Ottavio Galella, ingegnere esperto di management del traffico, lucano insigne nel 2012 e parente di Ron Galella, che ha avuto un ruolo chiave nell’organizzazione della mostra “Italian Icons” nel maggio del 2009, per diversi impegni non è riuscito ad essere presente all’inaugurazione. Ottavio, che vive e lavora a Montreal da anni, e che è lucano non solo di nascita ma perché continua ad appartenere di cuore a questa terra, omaggiandola con iniziative varie organizzate nel Quebec e in Basilicata, in un messaggio inviato ha precisato che: “L’iniziativa onora un illustre artista lucano- americano che, siamo molti ad esserne testimoni, era fiero delle sue origini. Ron Galella aveva visto la nostra terra per la prima volta 15 anni fa in occasione della sua prima mostra fotografica organizzata dal Consiglio regionale della Basilicata. Un fotografo originale che ha voluto consegnare alla Basilicata una sua esclusiva collezione di foto dedicata all’ingegno creativo italiano ed italo-americano. Ron sarebbe stato felicissimo di costatare come la sua opera ‘Italiani Icona’ faccia ormai parte dell’offerta socio-culturale della Basilicata”. All’inaugurazione hanno partecipato tanti cittadini e rappresentanti istituzionali. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 18 febbraio presso gli Ipogei di Palazzo Viceconte, da martedì a sabato (10:00 – 13:00 / 16:00 – 20:00).
RON GALELLA
Ron Galella
Fotografo di fama mondiale di origini lucane. Il padre era nato a Muro Lucano Ron Galella nasce a New York nel 1931 in una famiglia operaia e cresce nel Bronx. Suo padre Vincenzo, ebanista, era nativo di Muro Lucano; sua madre Michelina, statunitense, era figlia di immigrati provenienti da Benevento. Galella si appassiona presto alla fotografia. Quando nel 1950 scoppia la guerra in Corea, ha 19 anni. Presta servizio come fotografo nell’aeronautica degli Stati Uniti durante il conflitto coreano, prima di frequentare l’ArtCenter College of Design di Los Angeles, dove consegue la laurea in fotogiornalismo. In quegli anni comincia a fotografare le celebrità durante le première cinematografiche, vendendo i propri scatti ai principali tabloid statunitensi. Le sue foto sono apparse sulle più importanti testate internazionali come Time, Harper’s Bazaar, Vogue, Vanity Fair, People, The New York Times, Life e sono state esibite nei musei di tutto il mondo, come il MOMA di New York, l’Andy Warhol Museum di Pittsburg, la Tate Modern di Londra e l’Helmut Newton Museum di Berlino. Nel 2009 il Comune di Muro Lucano, in Basilicata, gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Nel 2010 il Consiglio regionale della Basilicata gli ha conferito il premio di “Lucano Insigne”. Nel 2016 è mancata la sua compagna Betty Burke, la photo editor di Washington che contribuì ad avviare la sua carriera da paparazzo dopo che si sposarono nel 1979. Ron Galella si è spento nella sua casa in New Jersey il 30 aprile 2022, all’età di 91 anni.
