
Marco Di Geronimo
Li si aspetta sempre al varco, ma al varco non arrivano mai. Lucas Di Grassi e Sebastien Buemi dovevano essere i protagonisti indiscussi (anche) quest’anno. Eppure i due Campioni del mondo, che da tempo si contendono l’iride al litio, sono in crisi irrimediabile.
«Non avevo il passo, ho faticato molto a tenere dietro Sam Bird e Felix Rosenqvist» ha dichiarato ai microfoni di Motorsport.com. Sotto accusa la manovrabilità in curva e l’efficienza nello sfruttare i pneumatici: problemi che la Renault e.dams deve trovare il modo di risolvere per risollevare le chances iridate dell’elvetico.
«Solamente ai primi tre giri ho potuto spingere davvero» recrimina Buemi. «Sul finale s’è ripresentata la problematica di Hong Kong che credevo risolta. Dovremo assolutamente fare qualcosa perché ci sta ostacolando». E il nervosismo è palpabile nella casa transalpina. Il Campione 2015/16 ha pubblicamente dichiarato la sua frustrazione per essere finito «dietro un team clienti» come la Techeetah.
Se Viry-Chatillon piange, Ingolstadt non ride. «È davvero frustrante, perché l’auto in sé è veloce» mormora abbattuto Lucas Di Grassi. Il Campione in carica non è riuscito a concludere ben tre diversi ePrix. «Al Ricardo Tormo abbiamo girato più a lungo degli altri senza alcun intoppo, quindi è anomalo che in tre corse su tre ci siano delle noie tecniche».
Tra l’altro questa stagione rappresenta un momento delicato per la Casa degli Anelli. È il primo anno che Ingolstadt si presenta in veste ufficiale, non “camuffata” sotto il marchio ABT. Al tempo stesso ha dovuto rinunciare a Franco Ciocchetti, storico ingegnere di pista del brasiliano promosso sul campo a responsabile delle operazioni. E vedere la propria automobile fermarsi in pista per un calo di potenza non è la migliore pubblicità che Audi poteva augurarsi.
Il clima di tensione s’è avvertito anche nel secco botta e risposta tra Daniel Abt e Alejandro Agag sulla funzionalità del FanBoost (il turbo televotato). «So che vi state facendo il mazzo per votarmi e io altrettanto per coinvolgermi» sono le parola di Abt riportate da Motorsport.com. «Ma ci sono dei colleghi che imbrogliano». Nel video YouTube (adesso rimosso) in cui denunciava le irregolarità, aggiungeva: «A Santiago sono sempre stato davanti, ma poi all’improvviso altri piloti hanno ricevuto una quantità importante di voti. Stranamente da 12 città della Cina». Agag ha ribattuto secco: «Il sistema del FanBoost è costantemente monitorato». La serie elettrica ha stretto una partnership con la blasonata compagnia Telescope per assicurarne l’integrità. A quanto pare, Abt ha poi telefonato per domandare scusa ad Agag.
D’altro canto anche per la Renault, che dal prossimo anno cederà il posto alla Nissan, si tratta di un momento delicato. E quindi viene da chiedersi: che la pressione stia sciogliendo i due top team?