Giovanni Benedetto

Franco Carrera è una vecchia gloria del “Potenza miracolo” che ha giocato tre campionati di serie B: 63-65 e 66-67.
Insieme a Rosito numero 11 , lui numero 7 erano i giocatori di fascia che rifornivano gli attaccanti  e spesso risolvevano da soli i problemi ,mettendo il pallone in fondo al sacco.
Indimenticabile fu il gol calciato direttamente da calcio d’angolo all’ultima giornata di campionato alla Spal, promossa in serie A, nel 1965.
Grazie a quel gol il presidente Mazza della SPAL lo volle nella sua squadra per farlo giocare nella massima serie.
Dopo un anno a Ferrara, ritornò a Potenza.
A fine campionato era richiesto da molte squadre e Ferri per ragioni economiche preferì cederlo al Foggia per rimpinguare le casse della società.
Carrera oltre a giocare ad alti livelli in serie B, ha giocato nella Juventus con la quale vinse nel 65 a Roma la coppa italia battendo l’Inter.
Molto importanti furono gli anni della sua formazione calcistica.
Torinese di nascita, a 12 anni giocava nella squadra dell’oratorio della parrocchia;  litigo’ col parroco e andò, a 13 anni, a fare un provino all’altro lato della città, nel vivaio della Juventus.
Nella Juventus, sotto la guida attenta di Ercole Rabitti, Franco, dopo avere trascorso mesi a calciare col piede sinistro contro il muro, trasformò il suo talento, in tecnica raffinata di gioco.
Franco Carrera, da adolescente, giocava a pallone ma aveva anche un estro artistico e fin da ragazzo prese dimestichezza con i pennelli per dipingere alcuni quadri, ma un vero lavoro lo svolse da grafico per conto della Panini per la quale dipingeva le foto dei calciatori da bianco e nero a colori e curava la parte grafica dell’album.

Formazione serie B 1966-67

Sul fronte della bustina Panini era riportata la foto della rovesciata di Carlo Parola del 1950 durante la partita Fiorentina-Juventus.
All’80’ un attaccante della squadra viola s’involo’ verso il portiere per fare gol, Parola, sembrava lontano dalla palla, ma un scatto imperioso e un volo verso il cielo, allontanò il pallone dall’attaccante fiorentino.
Quella foto con 200 mila scatti ha fatto il giro del mondo. Parola, che è stato anche allenatore di Carrera, gli ha sempre confidato, il rammarico che provava a vedere le bustine buttate per terra, e con irriverenza, calpestare quel miracoloso gesto atletico dai passanti di turno!!!.
Franco Carrera che è cresciuto nel vivaio della Juventus era tra i giovani calciatori che potevano aspirare ad un posto in prima squadra ma per tanti motivi si è dovuto mettere in attesa del momento propizio.
A lui interessava giocare più che indossare la divisa della Juve e vedere la partita dalla tribuna e per questo motivo preferì girare l’Italia per scendere in campo tutte le domeniche.
La sua carriera l’ha chiusa a Parma dopo avere giocato quattro campionati col Novara.
È stato un vero professionista perché , a Potenza come in altre piazze, ha lasciato un bel ricordo tra i tifosi che l’hanno sempre apprezzato per il suo estro, la tecnica e l’impegno profuso.
Carrera dopo la carriera di calciatore ha coltivato un altro hobby che ha sempre avuto: la gastronomia, appreso dalla mamma Carolina.

Carrera in cucina con la moglie Lolly

E la cucina è diventata la sua attività principale fino a qualche anno fa, quando è andato in pensione.
Ha gestito con la moglie Lolly un ristorante sul lago di Arona in provincia di Novara.
L’anno scorso è stato ospite, a Potenza, del gruppo ” Cuori da Leone”.
In quell’occasione ha voluto ricordare gli anni trascorsi a Potenza, molto riconoscente del trattamento avuto dai dirigenti della società e della vicinanza e passione che i tifosi gli hanno sempre tributato.

La foto che traspira emozioni, scattata al Viviani insieme al presidente del Potenza Caiata, è la prova  che il calcio è un gioco che sollecita sentimenti e ricordi, spesso indelebili.

Come i ricordi delle sue giocate, il ciuffo che cadeva sulla fronte e la sua Alfa Romeo spider duetto che guidavano spesso anche i suoi compagni.

Foto di copertina:

Da sx: Antonio Caiata, Egidio De Rocco e Franco Carrera