Il fermo da parte dei carabinieri di  giovani fortemente sospettatI di essere gli autori dei numerosi furti verificatisi nella zona di Tito aveva determinato un abbassamento della tensione da parte di molti cittadini che da almeno quattro mesi sono alle prese con furti in abitazioni in tutto l’hinterland del capoluogo, dalle frazioni di Avigliano, a quelle di Tito e Picerno, a quelle di Potenza. Ieri a Potenza c’è stato un nuovo episodio criminoso che ha riguardato la zona residenziale di Via Appia, a scendere subito dopo il Ponte Nove Luci. E’ segno che il fenomeno è più ampio di quello che ci si poteva immaginare, oltre che essere più pericoloso per le modalità con cui questi crimini si svolgono. Si, perché qui non si tratta più di entrare in case vuote, ma di aspettare qualcuno che vi fa rientro e con minacce e violenze introdursi dentro casa per prendere tutto quello che è possibile in termini di soldi e di gioielli. Chi conosce l’estensione della residenzialità rurale nella zona di Potenza e dintorni sa che l’isolamento delle abitazioni è il vero lato debole della sicurezza, perché una cosa è chiudersi in casa, altra è arrivarvi di sera, al buio, con criminali che ti aspettano. Nelle zone a nord di potenza si è arrivati a organizzare le ronde notturne per contrastare il fenomeno , ma è più una risposta psicologica che pratica perché non è con un servizio volontaristico che si può andare avanti per sempre, e l’agro è talmente vasto che le forze dell’ordine avrebbero una serie difficoltà a tenerle veramente sotto controllo. Eppure l’allarme sociale è così forte che bisogna trovare risposte convincenti e forme organizzative  per evitare che succedano tragedie . La cronaca di tutti i giorni ,in molte parti del Paese, dice ormai che la ferocia di certa delinquenza ha superato ogni limite e si spara per quattro soldi da scippare, così come , a volte, una difesa non accorta ed adeguata rischia di finire in tragedia. Come fare? A Empoli , dove il fenomeno ha le stesse caratteristiche di quello descritto sul nostro territorio, hanno aperto un canale di comunicazione permanente tra cittadini organizzati per vie o contrade e forze dell’ordine: Polizia, vigili urbani e Carabinieri hanno cercato di fare rete, sia con una azione formativa dei cittadini sul come comportarsi, come segnalare, come organizzare una vigilanza strumentale, sia con collegamenti diretti con le pattuglie notturne delle forze dell’ordine.  Non si chiede ai cittadini di fare gli eroi ( tanto meno di organizzarsi in ronde notturne) ma di attivare una comunicazione fra e vicini di casa organizzata e coordinata con le forze dell’ordine. Nelle zone di Empoli dove questo sistema è già in atto si sono registrati importanti benefici in termini di calo dei reati e soprattutto di furti o tentate truffe agli anziani. A questa prima fase di formazione ne segue una seconda con l’organizzazione di gruppi e la individuazione di un coordinatore del gruppo. Possiamo muoverci in questa direzione, magari correggendo quei famosi comitati di quartiere o di contrada, nati per far partecipare la gente e finiti col diventare persone di riferimento elettorale di questo o di quello?. Possiamo produrre una legislazione aggiuntiva regionale che vada ad incentivare il già robusto contributo del 50 per cento che lo Stato dà a chi installa videocamere di sorveglianza per la sicurezza delle abitazioni: possiamo estenderlo alla sicurezza dei rioni e delle contrade? Possiamo censire in zone le contrade e assegnare ad ognuna di queste un progetto di sicurezza integrale che possa anche far ricorso alla vigilanza privata in aggiunta e al servizio di quella pubblica?. Ecco questo è una strada che va sicuramente illuminata dall’iniziativa e dall’esperienza. Si prendano esempi da chi è più bravo di noi.