A meno di una accelerata dell’ultim’ora imposta dal presidente Bardi, neanche oggi usciranno i nomi dell’alta dirigenza alla regione Basilicata. Non che si siano incartati, è semplicemente che l’aria calda di Roma porta una certa rilassatezza e può darsi che ci voglia un altro giorno per firmare il “pacchetto Basilicata”. Stavolta ,la separatezza fra decisori politici e base dei partiti è netta . I coordinatori regionali di Forza Italia, Lega e Flli.i d’Italia hanno inaugurato virtualmente la nuova sede decisionale romana , lontano da occhi ed orecchi e distante dai tanti questuanti interessati a qualche strapuntino. Si avverte l’impressione che i nomi circolati in questi giorni non riescano ad arrivare in porto e qualcuno, alla luce dei primi atti compiuti dalla Giunta ha già dichiarato la propria indisponibilità . Così come si fa forte la sensazione che questo nuovo organismo decisionale di vertice si assuma discrezionalità nuove , come quella di catapultare in regione figure professionali di altri territori, quasi che fossimo una terra incapace di esprimere nomi all’altezza della situazione. E’ già capitato sul versante politico, con l’esperienza disastrosa della prima giunta Pittella, che anziché introdurre professionalità forti ha portato gente esausta e con la testa altrove, tanto piene di sé da offendersi anche quando è stato fatto capire loro che dovevano lasciare il posto alla politica locale, come dire un po’ asini e molto presuntuosi. La stessa manovra a livello dirigenziale sarebbe un disastro ancora maggiore sia perchè non c’è il tempo di consentire l’apprendistato a chi viene da fuori, sia perchè si darebbe un pessimo segnale alla intera comunità, come un territorio da colonizzare. Si può capire che il presidente possa scegliersi come crede i due direttori generali legati alle funzioni proprie di coordinamento, non si capirebbe invece se arrivassero nomi in altri dipartimenti presi dall’esterno. E che questo pericolo sia più che reale lo dimostra la sostituzione del direttore amministrativo del San Carlo con una dirigente presa dall’ASP di Cosenza, brava quanto possa essere ma non tale da fare ombra a dirigenti di valore che nel settore ci sono e che hanno portato la Basilicata a competere per la scelta di regione benchmarking in sanità ( regione da prendere a riferimento, ndr). Dirigenti come Giordano, come Montagano, come Lorusso che ha dovuto emigrare in sardegna, dove è apprezzatissimo. E tanti altri, in molti dipartimenti. Pensare che, per il solo fatto che quella dirigenza ha operato in un contesto politico diverso, debba essere ignorata non è un errore, è un autogol che chiude la partita già dall’inizio. Rocco Rosa
GENERALE, I COLONNELLI LI ABBIAMO, BASTA SCEGLIERLI !
