La querelle se il Consiglio dovesse essere informato sull’andamento della trattativa e se dovesse o meno esprimersi sull’esito di essa ha finito con l’oscurare il merito della questione che interessa i cittadini e cioè come stanno le cose sul fronte del petrolio, come si muove il governo regionale e quali sono gli obiettivi che si intendono cogliere. Sia pure in un intervento frammezzato da polemiche e battute con alcuni consiglieri della minoranza, richiamo irresistibile per uno che quando era all’opposizione non perdeva alcuna occasione per polemizzare in aula, l’assessore Rosa ha fornito comunque un quadro di insieme abbastanza leggibile e che smentisce la vulgata polemica secondo cui l’esecutivo e’ privo di una strategia e rischia , per la sua debolezza, di cadere nelle fauci dei petrolieri. Un fatto su tutti: sulla Total si era chiuso già nel 2006 un accordo e a margine ad esso c’era la clausola che le cose concordate non erano negoziabili. Questo significava accettare a scatola chiusa quello che il Governo regionale a guida De Filippo aveva firmato e che nel decennio successivo si è rivelato poca cosa, sia dal punto di vista economico che da quello della difesa dell’ambiente, a cominciare dal non risolto problema di come smaltire le acque di processo. Opportunamente il governo Bardi, anche sulla scia delle puntualizzazioni prodotte dall’assessore Pietrantuono in ordine al primo no alla apertura della fase sperimentale di produzione , ha rimesso tutto in discussione puntando su tre obiettivi: aumento dell’occupazione, sviluppo di attività industriali non oil, creazione di un fondo di sviluppo industriale. A latere di questo c’è il pagamento immediato alle ditte che hanno lavorato con la società francese e che sono praticamente tenute in ostaggio dalla società d’oltralpi per la trattativa. se vinciamo vinciamo tutti, se perdiamo perdiamo tutti. C’è poi la questione ambientale riguardo allo smaltimento delle acque di processo nel Sauro e qui si è trovata una mediazione che ha bisogno di precisazioni tecniche- operative: non verranno sversate le acque che non hanno passato il controllo totale sulla loro innocuità. Questo per la Total: Una volta chiusa la vertenza si apre il confronto con l’Eni che deve concludersi entro ottobre. E , dopo di questo, il confronto con il Governo centrale che sulla questione del petrolio in Basilicata incassa e sta zitto. Ci sono tre miliardi che lo Stato prende dalla Basilicata petrolifera. Questi soldi debbono essere spesi in infrastrutture perchè non si può andare avanti con opere di mantenimento dell’esistente e le infrastrutture che servono deve farle lo Stato. Questa la posizione espressa dall’Assessore Rosa che, come contributo personale , ha posto un interrogativo sul perchè e per colpa di chi le 4 ispezioni post sversamento al Cova si sono ridotte a due. Della serie, colpo su colpo. Rocco Rosa
GIANNI ROSA. COLPO SU COLPO
