LUIGI GILIO

Brezza

Dovrei svirgolare

le vecchie orme

dove ripasso

il pendio lungo le vie

 

pargoli e giumente

sostano là

al caldo dì

scalzi e impazienti

 

la via che porta da San Nicola

a Floriano Del Zio

 il tramonto di un sole stanco

scalzava le corse liete

in un smisurato universo

la brezza si respirava ancora

 

l’erba intorno ai muri

gatti gnaulavano la sera

noi frettolosi

fuori a contar le stelle

ad indicar la strada

scapitavamo le più belle

 

dove sarà il mio nome?

chiamato dal ginepraio

la voce solerte del richiamo infantile

la dolce bocca di mia madre

 

altrove volava uno sciabolo schizzo

già tra le scie piagnolose

quel granulo appeso alla soglia del cuore

il mio sogno d’estate