IDA LEONE

Immaginate la scena: è domenica, la luce sta calando, è pomeriggio inoltrato. Sul prato della Nave al quartiere Cocuzzo ci sono circa 70 persone. Hanno tutte un nastro giallo al polso, un “passaporto” in tasca e aspettano il via per partire. Se fosse un film, sarebbe il fotogramma iniziale, un fermo immagine che si anima e si frantuma appena viene pronunciata per la terza volta la parola d’ordine.

“PIPPO BAUDO E’ CAPELLONEEE!!”

E tutti partono di corsa, ridendo. E’ Viaggio al termine della notte, un gioco urbano, una sorta di gigantesca guardie e ladri lungo le vie della città. Si parte dal Serpentone per arrivare a piazzetta XX Settembre, in centro a Potenza, passando per 4 check point: Parco Baden Powell, Villa di Santa Maria, Villa del Prefetto, Piazza Prefettura. Ad ogni check point, per avere il timbro sul passaporto bisogna passare una prova, che ha a che fare col teatro, visto che chi organizza tutto è la Compagnia Gommalacca Teatro, professionisti della produzione teatrale e della educazione alla bellezza e alla potenza della scena.
Una prova? Che prova?
Indovina da dove è tratto il brano recitato.
Realizza una macchina teatrale.
Ripeti uno scioglilingua senza incepparti, altrimenti penalizzi tutta la squadra!!!
Impara la storia del Teatro Francesco Stabile.
E non farti acchiappare dai chaser!! Sono le “guardie”, hanno grossi cappelli da cowboy e un nastro rosso al polso, invece che giallo. Se ti prendono, sei fuori dal gioco. 

Già, il gioco. Un sistema di regole condivise, con premi e punizioni, e un obiettivo finale da raggiungere. Quindi, una cosa che assomiglia alla vita in maniera così palmare che verrebbe da chiedersi se non possiamo intendere essa stessa come un gioco. Del resto, basta guardare i bambini quanto impegno mettono quando immaginano di essere principesse o costruttori di rifugi di cartone, cow boy o indiani, cacciatori di tigri o esploratrici di caverne. Quanto sarebbe tutto più facile, penso, se rispettassimo le regole del vivere civile con la stessa precisione con la quale rispettiamo le regole di un gioco, nel quale con naturalezza non imbrogliamo e perciò non vogliamo essere imbrogliati. 

E se il gioco porta a teatro, e il teatro può essere un gioco, “guardare il teatro è un gioco nel gioco“. In questa settimana, a partire da stasera, è possibile farlo: Gommalacca Teatro porta in scena le classi (anzi, le Klass) dei suoi laboratori teatrali: i bambini  (“Se vuoi posso farti diventare bambino”), i teenager (“Juno”), e gli adulti (*Birdman e Holly” e “Achille e le altre comicità”). Una breve rassegna nel Teatro F. Stabile di Potenza dal 17 al 21 maggio 2017: quattro spettacoli, quattro drammaturgie tra teatro e cinema, quattro gruppi di allievi della scuola di teatro di Gommalacca. 

Il gioco: un sistema di regole condivise, con premi e punizioni, e un obiettivo finale da raggiungere. Questa è la settimana giusta per giocare col teatro. PLAY THE GAME!