Quando Giovanna ha accettato con piacere l’idea di farsi intervistare da me, non immaginavo quanto potesse esser piacevole entrare in casa sua. Libreria sovraccarica di libri (e di premi), strumenti musicali, quadri… per uno come me, il paradiso in terra!
Ateneo Musica Basilicata. 30 anni di grande musica…
Tanta musica, tanti riconoscimenti: su tutti la medaglia d’argento della Presidenza della Repubblica per gli alti meriti artistici di cui andiamo molto fieri.
A.M.B. alla quale si è poi aggiunta l’associazione Basilicata Circuito Musicale
Altra grande soddisfazione, nonché notevole impegno artistico e professionale considerando che abbiamo l’obbligo di distribuire annualmente almeno 100 concerti su tutto il territorio regionale.
Pensa che dal 2014, anno della legge istitutrice dei circuiti musicali in Italia, Basilicata Circuito Musicale è l’unico circuito formalmente riconosciuto. Ed è doppiamente importante perché ideato, progettato e realizzato in perfetta simbiosi tra Potenza e Matera.
Già. Chiederti quindi che tipo di rapporto vedi tra Potenza e Matera 2019 appare pleonastico…
Premetto che su Matera si sta fortemente correndo il rischio di un “overbooking” di eventi….
….qualcuno l’ha definita un “eventificio”…
Definizione che in buona parte condivido. Ciò detto però, devo rimarcare con forza l’estrema apertura che Matera 2019 come istituzione sta avendo nei confronti delle proposte artistiche e musicali provenienti da fuori città, comprese quelle di matrice potentina. E aggiungo che vi è il gran merito di valutare non solo la qualità della proposta progettuale ma anche, e soprattutto, la capacità di realizzarla. In quest’ottica stiamo mettendo su un progetto in collaborazione con Ambrogio Sparagna.
Tornado al rischio “overbooking” per Matera?
Deve esservi l’obbligo morale che ogni evento realizzato a Matera sia poi realizzato a Potenza (e qui abbiamo strutture artistiche di primissimo livello) o, comunque, nella restante parte del territorio regionale. Matera 2019 riguarda non solo la città dei Sassi ma l’intera regione. E gli effetti ad essa collegati devono interessare tutti i cittadini lucani nell’ottica di quella che è la mia idea di cultura.
Cultura intesa come?
Come collante identitario della comunità e che la identifichi in quanto tale. E’ per questo che prestiamo molta attenzione, nella fase dell’ideazione e della progettazione, non solo a valorizzare artisti e musicisti lucani ma, anche e soprattutto, a scoprire e riscoprire gli elementi tradizionali e tipici della nostra cultura. Ti cito, ad esempio, la Pastorale Lucana realizzata dall’incontro tra strumenti della tradizione, strumenti classici ed testi dei poeti lucani.
Siete anche talent scout…
Si! E non solo. Cerchiamo, nelle nostre produzioni, nelle nostre distribuzioni, di valorizzare i siti più belli della regione realizzandovi spettacoli di spessore artistico e musicale. Come già ti dicevo, cerchiamo di essere innovativi pur ricollegandoci alla nostra storia ed alla nostra cultura. Come ad esempio è successo con la messa in scena, qualche anno fa, della prima operina di Francesco Stabile (il musicista cui è dedicato il nostro splendido teatro cittadino, NdA) che è stata “costruita” pezzo per pezzo coinvolgendo le scuole lucane e poi portata in scena in tre giornate che gremirono all’inverosimile il teatro.
Una domanda che pongo a tutti i miei intervistati. Come salviamo o rivitalizziamo il centro storico potentino?
Beh a dirla tutta ultimamente, soprattutto in concomitanza di eventi di un certo spessore, lo vedo spesso pieno di gente. Ci sono tanti locali, vengono realizzati tanti eventi, magari anche piccoli ma di buona qualità. Penso ai due ottimi cartelloni estivi predisposti dall’assessorato alla cultura del Comune di Potenza (Estate in Città 2016 e 2017, NdA) o alla festa patronale di maggio. Permettimi pero di dire due cose.
Prego….
In primis, occorre dirci con chiarezza che Potenza, pur essendo una città universitaria, non ha universitari che fanno quello che solitamente fanno gli universitari delle altre città.
Cioè?
Non partecipano e non contribuiscono in alcun modo alla vita culturale di Potenza. Dovrebbero portare in città la loro grande energia positiva e, invece, non si riesce in alcun modo a coinvolgerli. Studiano ma non escono e, nei week – end, se ne tornano a casa.
La seconda?
La seconda afferisce la Regione. Potenza è il capoluogo di regione e sarebbe giusto riconoscergli una maggiore quantità di risorse per consentirgli più eventi in un’ottica di pianificazione e programmazione. Pianificazione che dovrebbe poi essere realizzata attuando quei due concetti di rete e condivisione che so esserti cari.
Fatte queste due premesse?
Farei del centro storico un “centro della comunità”. Certo magari farei un “piano vetrine” e riconoscerei incentivi e sgravi per chi apre un’attività in centro ma, soprattutto, organizzerei delle feste, degli eventi che fungano da collante per l’intera comunità cittadina e non solo. Che ne so, organizzerei il Grande Pranzo di Ferragosto su tutta via Pretoria oppure la Festa di quartiere del centro storico.
Altro argomento caldo in questo periodo nella nostra città. Il turismo a Potenza.
Oltre al centro storico, agli eventi, al ruolo degli universitari, Potenza ha un gran prodotto turistico da vendere: il fresco!
Suggestiva l’idea commerciale del “fresco”…
(ride) Si molto! Comunque Potenza può essere turisticamente attrattiva sempre, in tutte le stagioni ed in ogni occasione, avendo bene a mente quello che è il suo target turistico di riferimento principale: il ceto medio.
Per chiudere, la solita domanda conclusiva. Evento Potentino dell’anno per il 2016.
Ci sono state tante belle cose ma scelgo l’atmosfera e la preparazione che hanno preceduto lo scoccare della mezzanotte al Capodanno Rai a Piazza Prefettura. Ho visto e respirato nei giorni prima una splendida aria di festa, al netto dell’evento in sé.
