Leonardo Pisani
Oggi avrebbe compiuto 86 anni, ma la sua vita finì a 13 anni perché aveva visto qualcosa che non doveva vedere; era l’10 marzo 1948; qualche giornale diede la notizia inascoltato, come il il 21 marzo 1948 La Voce della Sicilia: uscì con questo titolo « Un bimbo morente ha denunciato gli assassini che uccisero Placido Rizzotto nel feudo Malvello ». Quel bambino ucciso dalla mafia ma fatto passare come morte naturale era Giuseppe Letizia, un pastorello di Corleone.
Mentre Placido Rizzotto ha avuto giustamente i funerali di Stato, dopo 64 anni dato che questo coraggioso sindacalista ucciso perchè difendeva i diritti dei braccianti e rivendicava terra e lavoro in una Sicilia ancora baronale e latifondista. Per Letizia non è stato così, anzi è entrato nell’oblio per anni. Rizzotto fu ucciso ed oltraggiato anche nella memoria perchè i suoi resti furono occultati dal futuro boss Luciano Liggio nelle foibe di Rocca Busambra, nei pressi di Corleone. Sono stati ritrovati da poco, grazie alle moderne tecnologie ed analisi. Il soldato, partigiano, socialista e leader sindacale avrà i funerali di stato, tra le prime vittime della mafia del corlonese Michele Navarra; il medico mafioso fiancheggiatore della Democrazia Cristiana nella povera Corleone del dopo guerra. La Corleone di Rizzoto e di Navarra, di Liggio e dei futuri boss Riina e Provenzano, la Corleone del film il Padrino e di Vito Ciancimino il figlio di barbiere che diventò sindaco di Palermo, ma anche la Corleone di tante persone oneste e poco note. Qualcuna dimenticata perchè non mafiosa, non sindacalista, non politica, qualcuna anche innocente vittima poco nota ma pur sempre vittima. Qualcuno nella notte del 10 marzo 1948 vide Liggio, Criscione e Collura assassinare Rizzotto; era lì per caso per accudire un gregge di pecore, figlio di pastori, pastorello lui stesso, figlio della miseria e della povertà di quelle terre arse dal sole; era Corleone non più la Sicilia granaio dell’impero romano o il giardino delle meraviglie degli arabi e dei normanni.
Ma anche la vicenda di storia di Giuseppe Letizia fu agghiacciante, era nato il 4 novembre 1935 a Corleone, avrebbe compiuto 13 anni e vide quello che non doveva vedere: un assassinio mafioso. Il piccolo Letizia fu ritrovato il giorno dopo delirante dal padre, portato l’11 marzo 1948 all’Ospedale dei Bianchi di Corleone. Un Ospedale di paese ma che aveva un direttore potente: Michele Navarra, il capo mafia e mandante dell’omicidio Rizzotto. Il bambino nel delirio parlò di un contadino assassinato, era un testimone scomodo. Dopo tre giorni morì, ufficialmente per tossicosi, invece si parlò di avvelenamento tramite un’iniezione. Il medico preposto al piccolo paziente dott. Aira dopo la morte del giovane partì senza alcun motivo per l’Australia.. Una vera fuga. Alcuni giornali parlarono di avvelenamento ma se non ci fu allora giustizia per Rizzotto per il giovane Giuseppe non si scrisse nulla o quasi, poco quasi per niente. Giuseppe oggi avrebbe 80 anni, poteva farsi una vita, crescere forse sposarsi ed avere una famiglia o forse no, ma era in quel luogo perché la povertà costringeva a lavorare per aiutare la sua famiglia con il lavoro in campagna, fu ucciso perchè qualcuno aveva deciso di far sparire Placido Rizzotto e nessuno doveva sapere. Ma non facciamo morire Giuseppe Letizia una seconda volta, con Rizzoto ricordate anche quel pastorello tolto alla vita in un’età che avrebbe dovuto andare a scuole, e non stare fuori casa di notte ad accudire un gregge.
