Entro due settimane verrà reso pubblico il progetto di riforma del processo civile. Ad annunciarlo il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso dell’intervento tenuto al VII Congresso dell’Unione Nazionale delle Camere Civili a Roma. Una scelta precisa, quella del Guardasigilli: “Questo ci permette di aprire una serie di confronti con gli addetti ai lavori – spiega il ministro –. L’obiettivo è quello di rendere il progetto di riforma accessibile al maggior numero di persone al fine di migliorarlo, in una fase antecedente a quando il testo entrerà nelle sedi istituzionali”.
“Non possiamo più permetterci un sistema in cui un avvocato per studiare una causa deve guardare leggi, commi, postille, commi che rimandano ad altri commi ecc.” Quindi “leggi semplici e lineari, che possano essere comprese da addetti ai lavori e non”.
“Dobbiamo dire a tutti che in Italia c’è una svolta in corso e annunciare agli investitori esteri che possono tornare ad investire, potendo recuperare il credito in tempi rapidi”.
In campo civile questi sono gli obiettivi che si propone il ministro:
- Abolire la mediazione per le materie in cui, statisticamente, l’istituto si è rivelato completamente inutile (come già avvenuto ad es. per i sinistri stradali per cui l’obbligatorietà della mediazione è stata abolita dal c.d. Decreto del fare – D.L. 69/2013) e lasciarla inalterata dove ha dato buoni risultati (es. in materia di diritti reali).
- Snellire il processo civile, evitando quella che alcuni esperti hanno chiamato la “fuga dal processo”, intendendo sottolineare, con questa espressione, il fenomeno per cui molti cittadini, oggi, a fronte di un sopruso, non ricorrono alla giustizia civile a causa della sfiducia generali nei tribunali (sfiducia dovuta ai costi proibitivi e ai tempi biblici di una causa).
- Semplificare il sistema della molteplicità dei riti.
- Abolire l’atto di citazione per sostituirlo con il ricorso.
- Promozione della class action, introducendo nel codice di procedura civile un’azione modellata come quella del codice dei consumi, ma estesa anche agli imprenditori.
- Inserimento del ruolo dell’avvocato in Costituzione.
Il programma sarà pubblicato preventivamente sul sito del ministero entro le prossime due settimane, al fine di consentire a cittadini ed enti di valutarlo, inviare proposte, e stimolare un confronto tra varie parti sociali.
La riforma punta a intervenire anche su mediazione e negoziazione assistita: “La mediazione in alcune materie ha ottimi risultati, in altre meno – sottolinea Bonafede –. Puntiamo a renderla facoltativa, se non addirittura a toglierla, in tutti i casi in cui ha dimostrato di essere totalmente inutile. Allo stesso tempo, cercheremo di incidere sulla negoziazione assistita”.
Il Guardasigilli, inoltre, si sofferma sul problema delle cause pendenti nei tribunali: “Mi interessa comprendere quante sono ma soprattutto cosa c’è dietro a un determinata cifra. Se una persona rinuncia a far valere un suo diritto per via dei costi o della durata di una causa, allora c’è qualcosa che non va nella direzione giusta”.
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