Non è un episodio isolato, è l’ennesimo episodio che capita per i viaggiatori lucani che prendono l’intercity da e per Roma. Questa volta si è esagerato nel disservizio, aggiungendo all’ennesimo guasto tecnico dei treni la sciatteria e la noncuranza dell’amministrazione ferroviaria che dalle 14, ora prevista di arrivo del treno e le 19 e qualcosa, ora in cui è arrivato, non ha presentato un solo volto per chiedere scusa ai passeggeri o per portare loro una bottiglietta di acqua minerale. Tutti quelli che si sono messi avanti quando si è avuta l’idea del Freccia Rossa che poteva passare su quei binari obsoleti ed inadeguati, oggi dovrebbero mettersi avanti per dire che una locomotiva moderna non basta a risolvere i problemi annosi di una linea ferroviaria che è sostanzialmente rimasta inadeguata e che va ammodernata senza indugio alcuno e che se i ritardi riguardano anche Frecciarossa, per gli intercity c’è una caduta verticale del servizio. Senza voler metetre insieme le due cose e trarne un giudizio malizioso, appare strano il fatto che quando si è trattato di inaugurare la coppia di freccia Rossa, siamo stati sei mesi senza inconvenienti, senza ritardi e senza intoppi di alcun genere. Poi, una volta avviato a regime il servizio, sono ripresi i consueti e ricorrenti disagi, fatti di mezz’ora, un’ora di ritardo, con una regolarità quasi cronometrica e una ripetitività a giorni alterni. Occorre che su questa vicenda un po’ tutti ci mettano la faccia perché le Ferrovie dello stato continuano ad investire laddove conviene , mettendo in coda ai loro pensieri, i diritti elementari di quelli che, fino a prova contraria, sono cittadini uguali agli altri. Si organizzi una risposta forte delle istituzioni locali, per far capire che su queste cose non si può continuare a prendere in giro la gente .R.R.
GLI INTERCITY DELLA VERGOGNA
