Ha risollevato il morale la visita del Ministro Urso a Potenza. Programmata per discutere di futuro del “sistema Paese” anche con la presenza di player nazionali e regionali, nel quadro di un confronto sullo sviluppo del Mezzogiorno legato all’innovazione, la sortita potentina del Ministro si è inevitabilmente radicata sul tema che preoccupa un po’ tutti in Basilicata e cioè il rilancio di Stellantis, visto come pilastro sui cui far girare l’economia regionale e meridionale. E mentre la prima parte dei lavori, organizzati dal Vicesindaco Michele Napoli, si è sviluppata in un produttivo scambio di vedute con i manager di importanti aziende ( Barilla, Hitachi, AQL e Utilitalia, ed ancora di Órchestra, Hexagon Manufacturing Intelligence, OCM Group ed in tema di Cyber & Security Solutions con la società Leonardo) e con quelli che dovranno essere protagonisti del futuro, vedi i giovani lucani, rappresentati dalla Consulta provinciale giovanile, la visita ai palazzi regionali e alla Confindustria Basilicata è servita a mettere a fuoco il problema di Stellantis, con riguardo alle prospettive legate allo stabilimento melfitano. Qui ,Urso, ha messo le mani avanti, sostenendo che già dalla prossima settimana il Ministero terrà con l’azienda automobilistica una serie di riunioni per caprie quali sono, stabilimento per stabilimento, i problemi da affrontare per mantenere insieme all’efficienza produttiva anche e soprattutto i livelli occupazionali, già messi in crisi in questi mesi da una politica di incentivazione all’esodo che se accontenta le singole persone, comunque è diretta ad abbassare i livelli strutturali di occupazione.
Dal canto suo, il Governatore Bardi ha assicurato che la Regione Non sottovaluta il problema ed è disposta a fare tutti gli sforzi per far crescere lo stabilimento di melfi. Noi continueremo ad impegnarci in una serie di atti tangibili che però devono essere accompagnati da un intervento nazionale specifico per l’area industriale di Melfi che non si concretizzi solo con le risorse di area complessa, ma con un vero impegno a ricercare nuovi imprenditori in settori legati alla transizione che possano riassorbire le attuali figure professionali attualmente in cassa integrazione. Il primo – ha specificato Bardi – sarà la creazione, nei prossimi giorni, di una task force per l’attrazione degli investimenti nelle aree di crisi complessa. Sotto l’egida della task force, questo censimento dovrà essere messo a servizio di una robusta campagna di marketing territoriale, realizzata in collaborazione con Invitalia e strutture specializzate, al fine di attrarre investitori esterni anche in settori diversi dall’automotive, ma comunque compatibili con modelli di sviluppo basati su un manifatturiero sostenibile e ad alto contenuto di occupazione”.Allargenaod il discorso al sistema produttivolocale, il Govrnatoer Bardi ha ricordato al Ministro che ”la Basilicata soffre di una penalizzazione del 10% in termini di intensità massime di aiuti di Stato rispetto alle regioni limitrofe, 30% per le grandi imprese rispetto al 40% in Puglia, Campania e Calabria, che occorre compensare con altri tipi di incentivazioni non finanziarie, di cui gli interventi citati e altri che stiamo progettando in questo momento, fanno e faranno parte”. Pertanto, ha sostenuto, “dovremo assumere un’iniziativa importante nei confronti della Commissione europea, per la quale chiediamo fin d’ora il sostegno politico e tecnico da parte del Governo nazionale, affinché le intensità delle agevolazioni della Legge 181/89, siano incrementate di almeno 20 punti percentuali, come appena varato per Taranto”.
Tra i commenti da registrare quello di Basilicata Casa Comune, il movimento civico che appoggia la candidatura di Chiorazzo: Meglio tardi che mai, dice Giulia Egidia Bianco – ma l’importante è che il tardi non sia troppo tardi. Che il ministro Urso annunci un innalzamento dell’attenzione sulla transizione all’elettrico di Stellantis e dell’indotto auto è un bene, ma ci sono due cose da tenere presente. Innanzitutto è necessario che nel generale clima di incertezza del comparto automotive si inquadri la specificità della situazione lucana con il peso specifico che Stellantis e Indotto hanno nel tessuto produttivo e nello scenario occupazionale lucano. Qui ci sono le potenzialità, anche professionali, per fare uno dei poli di eccellenza dell’automotive, ma di contro il cedimento senza alternative programmate rischierebbe di travolgere tutta l’economia locale. Anche per questo, e siamo al secondo punto, servono misure mirate e non generiche. L’annuncio del ministro del bonus acquisto per le auto elettriche in programma dal mese prossimo, che agevola sia chi compra mezzi prodotti a Melfi sia chi ne sceglie uno realizzato all’estero, non va in questa direzione. E non vorrei che al Governo e alla Regione sia sfuggita la circostanza che lo scorso dicembre, per la prima volta da quasi un secolo (precisamente dal 1928, quando vennero avviate le rilevazioni) in Italia Volkswagen ha superato per vendite Fiat. Deve essere ben chiaro che dobbiamo sostenere il lavoro italiano e, per quanto ci riguarda, il polo di Melfi.