Anche se formalmente dicono il contrario, Veneto, Lombardia ed Emilia sono intenzionate a pressare il Governo perché prima della fine della Legislatura chiuda la trattativa per l’autonoimia regionale concedendo non solo la potestà legislativa su una ventina di materie, ma anche le risorse connesse alla gestione delle stesse e soprattutto spartendo fifty fifty il residuo fiscale , che è la quota di gettito di una regione che va oltre il costo che lo Stato spende per i servizi di quel territorio. L’esempio lo fa lo stesso Maroni, improvvisato maestrino di scuola, che spiega ai giornalisti: abbiamo chiesto di mantenere sul territorio la metà dei 54 miliardi che rappresentano l’eccedenza fiscale, cioè 27 miliardi in più. Tanto per capirci il residuo fiscale della Lombardia è il 17 per cento, quello dell’Emilia il 10 per cento. Fatevi i conti e vedrete quello che può succedere. Abituati a fare la voce grossa, proprio di chi ha il portafogli pieno, queste Regioni stanno insistendo perchè la trattativa avvenga prima della fine della Legislatura, cioè con questo Governo: una chiara strategia elettorale per metterlo in difficoltà e, con esso, il partito che lo sostiene, non accorgendosi che stanno offrendo il più grande argomento che un partito e un governo possano usare, se solo dicessero adesso “non se ne parla e sui soldi scordatevi di avere un euro in più di quello che vi tocca a cranio, perchè tutti sono figli di una stessa mamma e tutti hanno lo stesso diritto di campare. E poi, detto tra di noi, chiedetevi come avete fatto i soldi e grazie a chi.” A questo punto si potrebbe partire da Garibaldi…..!!! Poichè quelle regioni del Nord sono per due terzi già regalate al centro destra grazie ad una legge fatta evidentemente sotto l’effetto di un pò d’erba, il pd avrebbe poco da perdere e tutto da guadagnare, finalmente portando il vero argomento che riguarda le disegueglianze e la difesa dei più deboli. Perchè non c’è dubbio che se il Sud rappresneta il 34 per cento della popolazione esso deve avere dallo Stato il 34 per cento delle risorse e non invece essere privato di quei servizi e di quelle competenze che al nord sono state lasciate intatte: le dirigenze di compartimento regionali di FS e Anas, le Sovrintendenze, le Poste , e via dicendo, oppure di quegli investimenti che una legge di venti anni fa portava il Sud ad avere il 40 per cento del totale e che si è ridotto al 23 per cento. Lasciamo stare tutte le colpe che abbiamo, come classe dirigente meridionale ( e sulle quali bisognerebbe accendere i riflettori circa la concezione del consenso elettorale e dei modi per acquisirlo, una concezione basata non sulle cose che si fanno ma sulle persone che ti circondano, ( da qui l’espressione ” la casta”) ma rimane il fatto che mentre la Spagna sta proteggendo le popolazioni più deboli con segnali forti, noi li lasciamo parlare, li lasciamo fare e gli mettiamo anche il tappeto per una compagna elettorale che invece dovrebbe vedere la destra in difficoltà ed il Movimento 5 stelle a difesa dei più deboli il Pd e la sinistra dall’altra. Rocco Rosa
