Abbiamo pubblicato a margine dell’articolo apparso ieri “l’UCI a Braia: vengo anchio?”  https://www.talentilucani.it/luci-braia-vengo-anchio/ la risposta  documentata dell’Unione Coltivatori italiani, nella quale emergono i fatti  che hanno determinato la dura presa di posizione di quell’organismo associativo. Una presa di posizione che non si è fermata alle parole ma che è arrivata anche all’ANAC per chiedere che si faccia luce sulla questione del bando riguardante la misura 19 del PSR. Avevamo criticato la parte finale del documento, perchè ritenevamo che chiedere di ridiscutere l’iter di quel Bando, di uscire da un ex aequo equivoco e che lascia margini discrezionali alla decisione successiva del Dipartimento, appariva ai più come un ” non facciamoci del male” e mettiamoci d’accordo, cosa evidentemente che è più facile ottenere quando si tratta di privati e non quando si tratta di un Ente pubblico, accusato nella circostanza di agevolare alcune imprese, alcuni raggruppamenti e alcune cordate costruite. Al di là del fatto che l’Uci possa rivendicare obiettività nella scelta, rimane il fatto che la denuncia è grave e non può essere liquidata come una reazione scomposta di chi non ha visto premiata la propria offerta progettuale, ma va chiarita apertis verbis. Sappiamo tutti che il vero impedimento alla crescita del Mezzogiorno è la mancanza di meritocrazia e quando questo “sgambetto ai migliori” avviene nel cuore dell’economia di un territorio non ci sono soldi o investimenti che possano contribuire alla crescita vera di una comunità. Ora , per rimanere ai giorni nostri e alle cose che vediamo da vicino, questa legislatura regionale è nata sotto il segno del taglio con il passato e il successo straordinario del Presidente, Pittella, prima alle primarie e dopo alle urne elettorali, è dovuto a questo  messaggio forte inviato alla Comunità lucana e da essa recepito. Ecco perchè tutto quello che desta solo il sospetto  di andare in direzione contraria, e cioè un ritorno ai vecchi metodi del clientelismo, del favoritismo, del consociativismo, desta apprensione e richiede chiarimenti.  Il presidente Pittella non può lasciare correre nessuna questione che possa minare il senso di un rinnovamento nei metodi di gestione che egli ha inteso proporre all’elettorato perchè il rischio che corre è che la comunità si scordi di tutti gli altri e chieda, insoddisfatto, il conto solo a lui. Nel caso specifico, il Dipartimento all’Agricoltura è certo di aver fatto le cose giuste? Beh non se ne stia in silenzio, facendo crescere sospetti e illazioni. Dica chiaro e tondo le cose come stanno e rivendichi la correttezza assoluta del suo operato! Ci sono obblighi di trasparenza cui nessuno si può sottrarre. Sopratutto in tempi come questi dove c’è chi su queste cose sta costruendo, in maniera velocissima, una fortuna elettorale .