Marco Di Geronimo

Le Mercedes battono le Ferrari ma è il Cavallino a sorridere. Questo si legge tra le righe della classifica del GP austriaco. Valtterri Bottas ha concluso con meno di un secondo di vantaggio su Vettel, mentre Raikkonen ha subito una strategia sbagliata.

Non è una novità quest’anno. Se il tedesco ha dimostrato lucidità e prestazione negli ultimi 10 giri di corsa, il finnico ha subito prima l’undercut di Hamilton, e ha ritardato la sosta nel tentativo (non riuscito) di rallentare Bottas.

La SF70H è apparsa meno performante della W08 Hybrid sui saliscendi del Red Bull Ring. Il circuito della Stiria ha offerto alle vetture di Stoccarda veloci cambi di direzione e un lavoro aerodinamico certosino. Bottas ha trovato la quadra, con un assetto che gli ha consegnato un fulmine nella prima metà gara. Hamilton invece ha avuto difficoltà (al punto da far temere per la tenuta dei suoi pneumatici posteriori).

Analizzando le fasi della partenza, un dato è da segnalare: Bottas ha bruciato il via. Il finlandese della Mercedes ha anticipato lo spegnimento dei semafori di 120 millesimi di secondo. Troppo poco perché i sensori elettronici se ne accorgessero (e la Direzione Gara non ha potuto far nulla per penalizzarlo). In questo modo ha messo al sicuro la sua prima posizione da qualsiasi rivalsa di Vettel allo start.

Nel frattempo Ricciardo aveva aggredito il tedesco della Ferrari, ma Kimi Raikkonen (che difendeva la sua terza piazza) lo ha ricacciato indietro. L’australiano è riuscito a spuntarla, e anche se Vettel era ormai lontano, almeno ha potuto assicurarsi il podio e cacciar fuori pista il finlandese della Ferrari. Da questo momento in poi la gara di Raikkonen si è sviluppata in un calvario: il fuoripista l’ha costretto a rimontare su Grosjean, e con gomme esauste ha subito il ritorno di Hamilton.

L’inglese partiva ottavo, dopo aver subito 5 posizioni di penalità sulla griglia di partenza per aver sostituito il cambio. Unico tra i piloti di testa a partire con le SuperSoft (la mescola «mediana» di questo weekend), è riuscito a riempire il distacco che lo separava da Raikkonen. È rientrato prima del finnico, e in questo modo ha montato UltraSoft nuove e ha girato così veloce da assicurarsi il sorpasso (se Kimi fosse rientrato ai box, sarebbe uscito dietro di lui).

Il muretto Ferrari ha allora scelto di mantenere in pista il finlandese. Raikkonen ha alzato il ritmo e si è trovato davanti a Bottas, che era rientrato ai box dopo aver condotto l’intera corsa. L’obiettivo era rallentare il connazionale avversario, favorendo il recupero di Vettel che lo inseguiva dalla seconda piazza. Ma il piano è fallito: la Mercedes del #77 era in formissima quest’oggi e consumava addirittura meno gomme degli altri. L’ha infilato presto, vanificando la strategia e penalizzando Kimi.

Hamilton ha subito grossi problemi di usura alle proprie gomme posteriori nella seconda parte di gara. Mario Isola, responsabile Pirelli, era molto dubbioso sulle sue chances di arrivare al traguardo. Ma l’inglese non ha desistito e anzi, ha addirittura attaccato Ricciardo (che navigava nella terza posizione da inizio gara). L’australiano però, giocando con le frenate impedendo al britannico di sorprenderlo con staccate al limite, ha portato a casa il trofeo di bronzo. Anche un’analoga lotta di rimonta tra Vettel e Bottas è finita con la vittoria di chi stava davanti: il #77, che ha portato a casa la sua seconda vittoria.

Adesso lo scacchiere mondiale si fa più complicato. Vettel è riuscito ad allungare e adesso conduce con un vantaggio di 20 lunghezze. Hamilton dovrà guardarsi negli specchietti, perché Bottas è a soli 15 punti da lui (e Bottas paga un ritiro in più). Ma la Ferrari deve ridare competitività a Raikkonen, perché in classifica costruttori Stoccarda è ancora davanti…