“Di fronte alla volontà espressa da 31 comuni del Cilentano, c’è da chiedersi se ci sia qualcuno disposto ad andare avanti, sapendo che un allargamento del territorio alla antica entità non solo è un rispetto verso alla storia identitaria di una popolazione ma è anche una prospettiva di crescita economica per un territorio che è senza continuità e che io mi sono permesso di definire come la grande terrazza sul mediterraneo, con il cilento e il Sirino ed il Pollino a fare da  colonne di sostegno di questa bellissima parte dell’Italia. Ma possibile che non ci sia più nessuno in grado di alzare lo sguardo verso le grandi cose?” Così scrivevamo tre mesi fa su queste colonne, ribadendo un concetto che per noi è maturato 15 anni fa quando per la prima volta in consiglio regionale l’allora assessore all’agricoltura, Fierro, parlò di Parco Europeo del Mediteraneo, a significare la lunga e multiforme catena di montagne che dal Cilento arrivano al Pollino. La bontà di certe intuizioni hanno il passo da lumaca ma alla fine penetrano nelle coscienze e nelle menti. Ieri un passo avanti in questa direzione ( a significare che c’è qualcuno che riesce ad alzare lo sguardo oltre il proprio naso: un’importante intesa è stata raggiunta tra il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Domenico Totaro, il presidente del Parco Nazionale del Pollino Domenico Pappaterra, il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Tommaso Pellegrino. I presidenti dei tre Parchi del Mezzogiorno si sono incontrati nella meravigliosa location della Certosa di Padula per stringere un nuovo patto sul futuro di queste ricche aree del Sud d’Italia.

L’accordo ha riguardato le nuove strategie da mettere in campo nell’ambito della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) finalizzate ad uno sviluppo economico sostenibile, a valorizzare sempre più le risorse ambientali e culturali, ad intercettare flussi turistici costanti in collaborazione proficua con gli operatori del settore, ad implementare azioni di comunicazione condivise, ad elevare la qualità dell’accoglienza e migliorare l’accessibilità.

Soddisfatti i presidenti i quali hanno espresso la loro volontà di mettersi al lavoro da subito, con gli uffici preposti, per individuare le prime azioni da implementare utilizzando al meglio le opportunità offerte dagli strumenti di finanziamento legati alla programmazione europea 2014-2020, quali le misure Interreg., per candidarsi ai bandi in partenariato, con progetti di estrema rilevanza.

I presidenti hanno condiviso, altresì, l’importanza di lavorare in sinergia per mettere in rete un patrimonio straordinario che accomuna le tre Aree protette di Basilicata e Campania. Consapevoli che i territori siano pronti per strutturare un’offerta di qualità ed accogliere flussi turistici di nicchia che possano raggiungere i Parchi del Sud d’Italia, in tutti i periodi dell’anno.

L’idea conclusiva lanciata in questa occasione determinante, è stata quella di lavorare congiuntamente per creare un unico ‘Parco del Mediterraneo’ che sia in grado di vincere le sfide del domani, di cogliere le opportunità di un’offerta turistica globale, di studiare ed adeguarsi ai cambiamenti dei gusti dei visitatori temporanei, attenti all’ambiente e affascinati dai siti culturali. Senza escludere l’impegno prioritario di continuare nell’opera di tutela dell’immenso patrimonio di biodiversità, di cui le Aree protette sono in possesso, lavorando insieme anche per rispondere al passaggio epocale che sta interessando il mondo e che riguarda i cambiamenti climatici già in atto. r.r.