L’incontro di ieri di una delegazione della FIMMG e degli altri sindacati medici con il direttore generale della Presidenza regionale ha avuto un carattere interlocutorio in attesa del ritorno del presidente Pittella . E’ previsto per la tarda mattinata di lunedì il confronto col Presidente per trovare , anche alla luce di una possibile interlocuzione con le altre Regioni interessate allo stesso problema, una maniera di uscire dalla strettoia determinata dalla Corte dei Conti. Nel frattempo la politica si muove, approfondendo la questione dal punto di vista giuridico e anche da quello politico, perchè la platea degli itneressati è autoirevole e numerosa. Leggieri e Perrino, consiglieri pentastellati, parlano di portare la questione sui tavoli romani per  trovare soluzioni condivise con il Ministero della Salute al fine di evitare il salasso ai danni dell’intera categoria e di garantire la prosecuzione delle prestazioni. Se, poi, dietro tale situazione dovesse celarsi la volontà di cancellare il servizio dell’assistenza di continuità, si abbia almeno il coraggio di dirlo e di essere chiari con i medici e con i cittadini”. Non dimentichiamo, dicono i due consiglieri, che la quesitone riguarda altre regioni e che quindi è necessario trovare una comune azione a livello romano. Della questione si è anche interessata ieri la Quarta Commissione consiliare ascoltando il sindacallista Guglielmi della UIL che ha proposto di congfelare la situazione in attesa di un giudizio di merito. A parere del consigliere Michele Napoli (Pdl-Fi) la soluzione proposta “può essere presa in considerazione perché risponde al buon senso: non mette in difficoltà la Giunta regionale e ristabilisce un clima di serenità”. Giannino Romaniello (Gm) ha chiesto di conoscere la posizione della Giunta regionale e un tavolo di confronto, martedì prossimo, tra esecutivo e capi gruppo. Proposta condivisa dal consigliere Aurelio Pace che ha richiesto la presenza anche dei dirigenti generali dell’Asp e dell’Asm. Il consigliere Piero Lacorazza (Pd) dopo aver sottolineato che “il servizio di continuità assistenziale è uno snodo fondamentale del servizio sanitario regionale”, ha proposto di procedere ad “un accordo stralcio per questa categoria di medici, in modo da erogare le indennità non contestate”.