Finita la campagna elettorale, passato gli entusiasmi o i mal di pancia, siamo arrivati alla fase del governo di questa città e l’atteggiamento  più corretto dal punto di vista civico è di mettere da parte i pregiudizi  e parlare del da farsi.  L’idea del sindaco Guarente di fare la Giunta con i consiglieri eletti è indubbiamente una idea che va nel segno di un consolidamento  dell’esecutivo  non solo perchè allarga la base del consenso, ma perchè è una strada a senso unico,  che non consente inversioni di amrcia : il che appunto crea un patto quinquennale di solidarietà. Altro fatto positivo è che questa consiliatura appena trascorsa consegna un Comune uscito dal dissesto e quindi in grado di contrarre mutui per gli obiettivi da cogliere. Non si naviga nell’oro, perchè il paccheto dei mutui esistenti è comunque alto, ma si può andare avanti con prudenza e attenzione. Poiché la storia ha consegnato la sconfitta di quelli che hanno indebitato il Comune rincorrendo una politica della spesa facile, è evidente che uno che guarda al passato per ricavarne esperienza, dovrà procedere con i piedi di piombo, con  una fissazione delle priorità, con  la ricerca sistematica di fondi aggiuntivi che possono arrivare da un  lavoro di progettualità e di creatività, di ricerca dei tanti rivoli di fonti finanziarie, e di buone relazioni con tutti gli enti che a vario titolo possono concorrere a risolvere un problema.  Non sarebbe male se l’approccio alla gestione  iniziasse con il completare quello che il Governo De Luca ha iniziato a fare partendo dai servizi essenziali di pulizia, manutenzione e messa a sistema dell’ordinario, cioè di quello che è l’abc di una città appena decente.  E non sarebbe male se il primissimo atto fosse la pavimentazione di tutte le strade della città, magari mettendoci tutti quei due milioni che , secondo De Luca, sono stati messi da parte alla fine della consiliatura. Sarebbe un segnale forte di ripresa della città capoluogo che con le sue strade malmesse, piene di buche e di toppe, polverose perchè cosparse di detriti del materiale ghiaioso buttato nelle giornate di neve e mai rimosso, dà esattamente l’idea della  povertà mista alla trascuratezza . Dell’ordinario da mettere a sistema, c’è poi la cura del verde che è sembrata in questi cinque anni fatta di tanta buona volontà e di altrettanta confusione, come una domestica che non sa da dove cominciare e che un po’ si muove di qua un po’ si muove di là senza combinare niente.  Fissato il lavoro da dare in appalto, per il resto, lì dove interviene il lavoro sociale e quello solidale , bisogna lavorare sul rapporto con i quartieri, allo scopo di individuare le aree pubbliche e quelle private , in modo da intervenire contemporaneamente con l’intervento diretto per quelle pubbliche e con la diffida ad operare per la pulizia di quelle private. Un regolamento per la tenuta del verde privato e uno per il decoro urbano debbono essere la nuova Bibbia  da sfogliare ogni giorno e in ogni quartiere.  Se non ci sono questi regolamenti, bisogna farli a stretto giro di posta.  Se vogliamo il nuovo, diamoci da fare.! Rocco Rosa