L’ Euro-Mediterranean Coinnovation Festival riaccende l’entusiasmo sull’innovazione e sul fare impresa ripartendo dai giovani e dalle comunità locali. Si è  chiuso con un bilancio di circa 500 partecipanti e oltre 160 ospiti HEROES, meet in Maratea, il primo Euro-Mediterranean Coinnovation Festival. Ma soprattutto si chiude per il grande clamore suscitato in tutta la community italiana dell’innovazione.

L’evento dedicato a futuro e innovazione ha registrato una partecipazione numerosa e attiva di leader d’impresa, business angels e investitori, intellettuali, creativi, policy makers e startup. La location è stata il punto di incontro per tutti i presenti, coinvolti in sessioni di tavole rotonde, speech, interviste, workshop, laboratori. Sono circa 90 le iniziative che si sono susseguite durante le 3 giornate dell’evento, dislocate in 10 aree differenti.
Tra i tanti focus dell’iniziativa, fintech, crowdinvesting, digital skills, marketing collaborativo e big data. Una parte centrale del programma è stata dedicata all’universo delle startup, con decine di workshop ritagliati sulle loro esigenze, e incentrati sui temi più sensibili, come il business design e il public speaking, l’influencer marketing e il growth hacking. E poi, ancora, i temi selezionati per i tavoli di lavoro riservati a studenti, ricercatori e innovatori. Ospiti nazionali e internazionali.
Un racconto collettivo di ambizione e coraggio. Il coraggio di superare i propri limiti, e affrontare le più urgenti sfide del futuro. La sfida è stata accettata da eroi visionari come Neil Harbisson, con la sua Cyborg Antenna, Hans Jørgen Wiberg, ideatore di BeMyEyes, l’app per dare nuovi occhi ai non vedenti, Nicola Palmarini, Global Digital Creative IBM, con il suo impegno rivolto all’impatto delle tecnologie cognitive per il miglioramento della vita delle persone con disabilità e di altre minoranze. Un eroe dell’innovazione come Chiara Montanari, giovane esploratrice che ha trasferito la sua esperienza sul campo portando la Teoria della Complessità in ambito aziendale. E poi, ancora, Sarah Jane Pell, artista e performer, protagonista insieme al Direttore del Creative Lab, Cirque du Soleil Media Gillian Ferrabee in un appuntamento con il futuro. Al centro del loro intervento l’evoluzione del corpo nello spazio.
Testimone di un nuovo modo di concepire l’impresa Nicola Pirina, General Manager Sardex, la piattaforma che sta già rivoluzionando il circuito del microcredito in molte regioni italiane, innestando un circuito virtuoso di collaborazione tra le imprese. Tra i tanti eroi d’impresa, Jeroen De Wit di Teamleader, imprenditore belga che con la sua azienda è già arrivata a conquistare ben 6 nazioni in Europa. Tra le diverse voci del panel dedicato all’H Factor, quello che ha distinto tutta la manifestazione.

Heroes Prize Competition, i numeri e i premi

 

Ampio lo spazio riservato alle startup con l’Heroes Prize Competition. Hanno risposto alla call 195 startup, 47 sono quelle che hanno partecipato alla gara presentando il proprio progetto nel corso delle Pitch Competition che si sono svolte nei primi due giorni dell’evento, 5 le finaliste, protagoniste di un pranzo molto particolare in cui convincere le famiglie marateote della bontà della propria idea. Per queste ultime, e per la vincitrice, DBglove, che realizza un guanto per persone con disabilità, un premio in denaro e servizi messo a disposizione grazie alla collaborazione degli sponsor Banca Popolare di Bari, Microsoft e Aruba.
Oltre a queste, sono state premiate l’Israeliana Keepers, startup operante nel settore del monitoraggio del cyberbullismo, con il premio dello sponsor Little Genius e la lucana PD-Watch, che andrà alla finale italiana della competizione europea StartUp Europe Awards.

Il senso di Heroes per la Basilicata

Aver ospitato un evento del genere in Basilicata ha un senso profondo. Quello di contribuire ad attivare la comunità locale dell’innovazione, ispirare nuovi talenti e nuove idee imprese e contaminare le imprese con le idee emerse dai tavoli di lavoro su temi di rilevanza sociale quali energia e ambiente, agricoltura e alimentazione, educazione e innovazione, cultura e turismo. Ma anche quello, ancora più profondo, di riportare ottimismo tra i giovani, educare all’autoimpiego, diffondere la cultura dell’innovazione nelle famiglie, nelle scuole, nell’università.  C.A.