Il progetto normativo, emendato durante il corso dei lavori oltre che dal proponente Braia (Iv) anche dal consigliere Acito (Fi), è finalizzato ad accelerare la conclusione del processo di liquidazione delle soppresse Comunità Montane e, contemporaneamente, a garantire idonea collocazione a beni immobili di particolare rilievo laddove i singoli Comuni non siano in grado di gestire i beni in questione e non siano state istituite forme associative. Con il dispositivo si consente il trasferimento di singoli beni immobili anche alla Regione e ai soggetti istituiti ai sensi dell’art.62 dello Statuto regionale (agenzie, aziende ed enti anche di carattere strumentale rispetto agli uffici regionali) laddove tale bene sia funzionale all’esercizio delle rispettive funzioni, mentre oggi la legislazione vigente contempla tale possibilità solo in favore di Comuni o loro forme associative. Viene disposto, inoltre, il trasferimento delle attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività di forestazione e di autorizzazione al taglio dei boschi dalle Comunità Montane in liquidazione al Consorzio di Bonifica. Sull’argomento l’organismo consiliare ha audito, in rappresentanza dell’Anci, il sindaco di Colobraro, Andrea Bernardo, che ha espresso giudizio positivo. “La proposta di legge va benissimo – ha detto – e va nella direzione di ciò che i Comuni aspettavano. In fase di attuazione della legge si potrebbero presentare criticità su alcuni beni come quelli strumentali, ben venga, quindi, il formale assenso della maggioranza dei Consigli comunali”.
