Posso non fraternizzare con una persona ma non posso ignorare il suo pensiero, quando è corretto dal punto di vista del comportamento etico-politico. Nicola Benedetto , nel condannare il passaggio del suo unico consigliere ,Baldassarre, nelle fila di Fratelli d’Italia, non solo lo ha sospeso ma ha chiesto a Bardi di salvaguardare la tenuta della compagine di maggioranza non premiando ma anzi disincentivando questi salti della quaglia. Ha perfettamente ragione, per il semplice fatto che un consigliere non viene eletto solo con i propri voti, ma viene eletto con i voti determinanti di una lista dove ci sono venti persone a muoversi sul territorio per portare il proprio contributo. che poi una persona , con dieci o venti preferenze in più arrivi primo rispetto agli altri 19, non è che tutti e diecimila voti presi dalla lista sono suoi , ma di chi glie li ha portato. E la lista è frutto di un impegno personale, umano e finanziario, di Nicola Benedetto che, ha saputo sia portare tre consiglieri al Comune di Potenza, sia un consigliere alla regione Basilicata. Ora che uno possa passare da un partito all’altro, purtroppo è cosa che non si può vietare fino a quando non ci rispiegherà su questo malcostume facendo una legge che non consenta di lucrare su passaggi da una parte all’altra, ma che un consigliere possa avvantaggiarsi di questo cambio di casacca portandosi appresso la dote di potere che il partito gli ha consentito di avere, a me sembra una aberrazione . E l’invito di Benedetto al Presidente Bardi non è affatto peregrino: se vuole difendere la compattezza di una maggioranza deve anche disincentivare con tutti i mezzi possibili l’appropriazione personale di una rappresentanza in consiglio che invece è da considerare del partito o della lista dalla quale la carica trae origine. Vale per Baldassarre come vale per Quarto o per qualunque consigliere che passa da un partito all’altro. Nel senso che l’interlocuzione di una coalizione è tra un presidente ed i partiti, non solo tra il presidente e i consiglieri eletti. Si dice da qualche parte che anche l’allora consigliere regionale Benedetto, assessore della Giunta Pittella, venne eletto in una coalizione per poi passare all’opposizione. La differenza c’è ed è abissale: lui ha rinunciato all’assessorato per contrasto con la linea Pittella, l’altro ha rinunciato alla casacca del partito che lo ha eletto nella speranza di fare l’assessore. Se si continua a giocare a frega compagni, alla prossima elezione i partiti che fanno parte di una compagine dovranno incontrarsi col candidato Presidente nello studio di un notaio. Rocco Rosa
I CAMBI DI CASACCA A VIALE VERRASTRO
