La speleologia lucana in festa . Oggi I 50 anni del Gruppo Geo Speleo Valle del Noce di Trecchina. Il Gruppo, primo in Lucania, venne fondato il 15 gennaio del 1975
di Martina Marotta
“Tutto comincia il 2 novembre 1974 quando, con mio padre, Filippo Marotta (conosciuto come zio Mimmo) e Giuseppe Crecca, esplorammo la Grotta del Casolare sui monti trecchinesi.
degli speleologi trecchinesi. Grazie alla sua organizzazione nel gennaio 1977 viene esplorata la “Festola Grande” di Trecchina, un luogo considerato da secoli un tabù, spesso oggetto di racconti di pura fantascienza. All’epoca era la grotta più profonda della Basilicata con un unico pozzo di ben 136 metri di verticale. Carmine ci dice “L’entusiasmo era alle stelle: i continui successi e gli importanti risultati nella ricerca fanno aumentare le iscrizioni all’associazione speleologica, arrivano tanti giovani dai paesi della Valle del Noce, arrivano i primi geologi, i biologi e i primi specialisti delle scienze ambientali. Si superano i 100 tesserati quasi tutti totalmente operativi ed esploratori.
Scienze della Terra da mettere a disposizione degli studenti e della popolazione locale per far conoscere e toccare con mano la bellezza dei minerali” Ogni anno sempre nuove esplorazioni. Collaborazioni con specialisti in Biospeleologia, in Meteorologia Ipogea, Speleologia Marina, geomorfologia del quaternario, fotografia e filmografia ipogea. Ampia ed efficace è la collaborazione con la sovraintendenza regionale per la ricerca e lo studio comparato della preistoria della Basilicata con importanti scoperte nella Valle del Noce. Con frequenza gli speleologi lucani partecipano a convegni nazionali ed internazionali, ricoprono importanti cariche nazionale nelle strutture speleologiche italiane. Non mancano le campagne speleologiche all’estero per lo studio delle cavità marine del bacino mediterraneo. Nel 1985 due decessi importanti rallentano l’attività dell’associazione: muoiono, per malattie importanti, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro il presidente Filippo Marotta e la guida tecnica e scientifica Franco Orofino.
persone che con il loro il cui carisma erano riusciti ad amalgamare e riunire gli interessi di tanti giovani e meno giovani attorno alla speleologia. Nel 1987 la Società Speleologica Italiana e l’Istituto Italiano di Speleologia decidono di trasferire a Trecchina il Catasto delle Grotte Naturali della Basilicata che fino ad allora era stato in Puglia unitamente a quello calabrese. La notizia viene data dal professor Paolo Forti personalmente a Carmine Marotta che ne divenne il curatore. Al momento del suo trasferimento in Basilicata l’elenco catastale regionale annoverava poco più di cento grotte, nel 1992 raggiunge quota 200 e viene pubblicato un libretto con l’elenco completo delle prime 200 grotte. A fine1996, risultano iscritte 250 grotte. Oggi a 50 anni dalla fondazione del primo gruppo speleologico in Basilicata le grotte inserite in catasto sono 360. Per far fronte alle attività di speleologia marina sulla costa tirrenica della Basilicata, viene fondato, dagli speleologi trecchinesi, il Centro Europeo di Speleologa Marina, anche questo con sede a Trecchina.
Didascalie foto:
copertina. particolare dell’esplorazione della Festola Grande di Trecchina
1 – Filippo Marotta – Fondatore e primo presidente del Gruppo Geo Speleo Valle del Noce
2 – Stemma del Gruppo Geo Speleo Valle del Noce
3 – 4 Gennaio 1977 esplorazione della Festola Grande di Trecchina (foto storiche)
6 – Carmine Marotta presso la Statua del Cristo degli speleologi a Trecchina
7– lo “speciale”monografico del Consiglio regionale sulle grotte carsiche di basilicata
