C’e’ chi arriva a dire che il Movimento dei cinquestelle è morto con la morte di Gianroberto Casaleggio, e che da allora la sopravvivenza sballottola tra pochi puristi, rimasti ancorati allo spirito iniziale del Movimento e Giuseppe Conte che, carte alla mano, si è guadagnato il diritto di rifondare, rimettere a nuovo e rilanciare un soggetto politico . Carte alla mano significa una cessione davanti al notaio di tutti i poteri a Giuseppe Conte in cambio di un ristoro annuale di 300 mila euro a Grillo per le sue doti comunicazionali e del mantenimento dello stesso nel ruolo di Garante dei valori iniziali che hanno generato il Movimento. A ridosso della convocazione degli iscritti in un’assemblea costituente, Grilllo ha posto paletti che limitano fortemente il ruolo decisionale della base del movimento, paletti che riguardano il simbolo, il nome e il limite di due mandati. Ne sono nate una polemica e una lite giudiziaria in itinere per accertare il valore di quel passaggio di consegne e il modo in cui si deve esercitare il ruolo di garante. Ad oggi la bilancia del consenso sembra pendere decisamente verso le tesi di Conte , ma molto dipende dall’ampiezza dei consensi verso la sua proposta, perché anche un venti, trenta per cento di pareri contrari potrebbe provocare quello che molti temono, e cioè una scissione con Conte, da una parte, e Raggi e Di Battista dall’altra. In Basilicata tutti gli eletti sono dalla parte di Conte , dal parlamentare Lomuti alle consigliere regionali Araneo e Verri al Sindaco di Matera Bennardi agli assesori e consiglieri comunali. I puristi ci sono e si contano tra i caduti del magnifico assalto al Parlamento, da aprire come una scatola di tonno, e tra iscritti che , senza scendere nella mischia elettorale, sono rimasti ancorati ai vecchi ideali , delusi dalla velocità con cui il Movimento si è adattato alle forme di potere , esprimendo poca capacità innovativa e molta improvvisazione . Ora che la campagna congressuale è ufficialmetne aperta in vista del voto on line, lo sforzo va fatto sulla individuazione di una linea politica che riprenda le antiche istanze di moralizzazione delle istituzioni, di difesa dei diritti, di lotta ad un potentato economico protetto dal potere, di impegno per la pace. C’è necessità di snidare tutto il parassitismo che si ingrassa con le relazioni corte, con gli intrecci tra affari e politica, con le incursioni della politiche nelle filiere di interi settori. Se la questione, come Grillo tenta di fare, è far decidere solo tra un terzo mandato sì o no , le sorprese negative per Conte non mancheranno.Rocco Rosa
I CINQUESTELLE VERSO L’ASSEMBLEA COSTITUENTE
