federico valicenti
Cosa sta succedendo?
A che gioco si gioca con gli immigrati?
Sembra quasi un disegno strategico, fatto a tavolino: chiudiamo i centri di accoglienza, sbattiamo in mezzo ad una strada 12000 ragazzi negri o caffelatte oppure olivastri in modo da farli diventare subito stupratori seriali perché i giovani africani si sa, sono terribilmente “arrapati”, con ormoni sempre attivi, d’altronde vivono nelle loro terre d’Africa, come selvaggi. Oppure diventano facile merce per pusher di noialtri, vittime sacrificali di uno stato moderno e avanguardista che non ama mescolare i colori. Ed eccoli pronti vicino a magazzini, discount, centri commerciali dove sembra che ti chiedono l’elemosina, l’obolo, che vorrebbero aiutarti a portare le borse piene di consumi. Chissà quanti prodotti inutili ci sono in quelle borse e quanti bidoni di spazzatura andranno a riempire. Il consumatore all’arrivo del negro, caffelatte, olivastro si tiene stretto la borsa della spesa, non ho bisogno di te pensa ma lo non dice per paura che possa saltargli addosso. Mentre guarda dalla testa ai piedi il giovane aitante, magari il consumatore rimugina tra se e se , ma perché non va a lavorare che è così giovane e così forte? Ma chi lo spiega al consumatore che se il giovane si trova in quel posto, a quell’ora, davanti ai magazzini, discount, centri commerciali qualcuno lo ha cacciato prima da casa sua e poi dalla casa dell’accoglienza!? Chi spiega a questi giovani 18-20 enni che in Italia di solito a questa età si pensa a giocare, a studiare, ad “accannarsi”, a vivere a casa con mamma e papà che la domenica mattina alle 10.00 prima vanno in Chiesa e poi mangiano la pasta al forno che il Signore, che sono andati a pregare, ha benedetto per loro e gli ha consentito di preparare!? Buttati in mezzo ad una strada questi giovani ragazzi diventano il capro espiatorio di tutte le malefatte, un motivo in più per odiarli e soprattutto, finalmente, un motivo giusto per rimandarli in Africa, in Siria, In Egitto, in Libia o da dove diavolo sono arrivati questi Bwana, Cokumuo, Abdullha, Karim, Rashad, giovani ed aitanti che stanno sempre al cellulare come se aspettassero un ordine per invadere l’Europa. Ecco il primo steep. Poi catalizziamo l’attenzione sul caporalato pugliese, campano, calabrese, l’importante è che siano del Sud, dove imperversa il malaffare, dove i ragazzi neri o caffellatte o olivastri, vengono sfruttati, derisi, umiliati, e per questo accolti e poi distribuiti nei campi di pomodoro, di fragole, di pesche, di albicocche, di finocchi, di zucchine del Sud Italia. Arrestato un “caporale”, guarda caso è di origine africane. Sempre loro. Il disegno oramai è forte e chiaro, ma il messaggio più incomprensibile arriva dalle opposizioni: spostare la festa del 2 giugno al 2 novembre.