E’ ozioso, strumentale e ingannevole questo annuale e annoso dibattito sul 25 aprile. E’ ozioso perché non porta ad alcuna conclusione, o meglio potrebbe considerarsi concluso con il famoso discorso di Fiuggi in cui Fini  tagliò con ogni riferimento ideologico al fascismo nel tentativo, riuscito, di legittimare la destra ad un ruolo di governo . Ed è concluso anche perché , al di là delle provocazioni che si susseguono da destra o da sinistra, c’è la consapevolezza che il fascismo, così come storicamente l’abbiamo conosciuto, non può tornare, perché il valore della libertà è entrato nella testa e nel cuore della gente e gli anticorpi si sono moltiplicati e irrobustiti, così che nessuno può permettersi di attentare alla democrazia in Italia.. E’ ingannevole però, questo dibattito, perché copre, e sotto sotto legittima, un certo tipo di fascismo , temperamentale e comportamentale, che molti praticano e i cui esiti sono nefasti per il corretto vivere civile. E’ fascismo la continua delegittimazione dell’avversario: la invereconda campagna di stampa contro l’ex ministro degli Esteri , Di Maio , da parte della Lega e dei giornali di destra , è un esempio di linciaggio di tipo fascista, con tanto di risvolto ridicolo se si pensa che proprio Salvini ,che oggi definisce vergognosa la nomina a rappresentante dell’UE nel Golfo persico, con Di Maio è andato a braccetto  per qualche annetto. Il fascismo comportamentale  si veste di quotidianità quando fa prevalere l’arbitrio individuale , di gruppo o di corporazione, vedi il caso dei balneari , quando forza la mano sui temi della legalità, vedi la nipote di Mubarak, quando  allenta i controlli sulla correttezza della spesa, vedi il grido di allarme della Magistratura sulle nuove semplificazione, quando si chiude una trasmissione televisiva  che parla di mafia, senza che la gente conosca il perché, quando si disapplicano o si aggirano leggi, quando si truccano i concorsi nelle Università o negli Enti locali, o quando si fanno i bandi su misura, sapendo già chi potrà beneficiarne e chi no. Ecco sono tutti questi modi di agire che diventano fascisti perchè rappresentano una offesa allo sforzo rigoroso dei padri costituenti ed erodono il patrimonio di valori che sono stati messi a fondamento della Repubblica: una lenta , impercettibile, continua erosione dei diritti e dei doveri , una pervicace disapplicazione delle regole, un costante  ritagliarsi spazi di privilegio all’insegna dell’”ora comando io”. Ed è evidente che qui non si parla più di destra o di sinistra, ma di uomini che nell’indole e nei comportamenti sono fascisti perché agiscono con la forza, la prepotenza e , qualche volta, la violenza. Prendere coscienza di tutto questo e muoversi per inibire o limitare questi comportamenti, sarebbe il modo corretto per celebrare il 25 aprile, a cominciare da una legge sui partiti che la Costituzione innocentemente ha lasciato alla libertà associativa, ma che, con certi uomini che calcano le scene politiche, è diventato un invito a competere senza regole in un gioco che non piace più e allontana la gente dalla politica. Rocco Rosa