Giovanni Benedetto

Con l’avanzare della tecnologia, aumentano le autostrade dell’etere, ognuna destinata a fare da veicolo ai tanti servizi che ci arrivano a distanza.
Grazie a Hertz prima e a Marconi dopo, che nel 1895 realizzò a Pontecchio il primo collegamento a distanza di due Chilometri senza fili.
Nel secolo scorso c’è stato un uso progressivo ed abbondante delle frequenze che ci hanno permesso di implementare un innumerevole utilizzo di servizi pubblici e privati.
Collegamenti Terra-mare, Aria-terra, terra-terra, insomma una ragnatela ed un intreccio di fili virtuali provenienti da ogni dove e che avvolgono l’intero globo terrestre.
Pensiamo solo ai collegamenti satellitari geostazionari in orbita a 136.000 km e che tramite le parabole installate sui tetti o terrazzi ci consente di vedere i programmi televisivi sulle frequenze a 12 Ghz provenienti da tutto il mondo.
A differenza del groviglio di collegamenti stradali che pure consente di collegare molti punti del territorio, per mezzo di veicoli di tutti i tipi, esse sono invisibili e non provocano alcun impatto ambientale.
Non conosciamo la loro forma, nè i tratti fisici, diciamo che esistono per un atto di fede e ci accorgiamo della loro presenza solo per via indiretta.
E, alla stessa stregua del coronavirus, non avendo una profonda conoscenza, a volte ci incutono timori e ansie, sostenute da varie teorie che ce le presentano come oggetti misteriosi e dannosi.

Siamo, però, persuasi della certezza che grazie all’utilizzo dell’etere la tecnologia ha compiuto passi da giganti nelle telecomunicazioni, creando uno sviluppo enorme in tutti i settori industriali, militari e civili della nostra civiltà.
Come tutti i prodotti dell’invenzione dell’uomo ha una doppia faccia: quella buona che porta tanto benessere e quella cattiva e poco conosciuta che desta preoccupazioni.
Per restringere il campo del loro utilizzo, parliamo del 5G, che in questi mesi entrerà in funzione e che servirà gradualmente tutte le regioni.
Per opporsi alla sua presunta pericolosità, già da tempo sono nati i comitati, NO 5G, che sono preoccupati e non dormono sonni tranquilli, perché le nuove frequenze potrebbero causare danni alla salute.
Chiedono la sospensione e il rinvio dell’uso del servizio fino a quando la scienza non chiarisce e dimostra la compatibilità ambientale.

Intanto vediamo in che consiste questo nuovo servizio che costituirà una vera rivoluzione nell’uso dei computer, dei device, degli smartphone e di tutti i nuovi servizi ad essi connessi.
Il nuovo standard di comunicazione rappresenterà un vero e proprio cambio di paradigma per la comunicazione wireless. Dal mondo della connettività mobile a quello dell’industria manifatturiera, le ricadute in termini di possibili nuovi scenari applicativi sono tantissime e molte  ancora da scoprire.
Innanzitutto il 5G non è l’upgrade dell’attuale 4G. La nuova tecnologia sarà caratterizzata principalmente da 3 fattori fondamentali: velocità di connessione, bassa latenza, alta densità di device connettibili.
Velocità e banda larga: la nuova rete 5G garantirà velocità teoriche di picco pari a 20 Gbps in download e 10 Gbps in upload, per singola cella. In altri termini il trasferimento dei dati con il 5G avverrà a una velocità e con un’affidabilità paragonabili a quelle del mondo delle comunicazioni via cavo e 10 volte superiore rispetto al predecessore 4G. 
Latenza: il secondo importante caposaldo sarà la possibilità di trasmissione real-time, grazie ad una significativa riduzione dei tempi di risposta, passando dai 20 millisecondi attuali ad un 1 millisecondo o meno. In ambito industriale questo significa poter pensare ad una comunicazione wireless deterministica nei tempi ciclo di una macchina con implicazioni immediate nei processi di gestione di processo o inesplorate in termini, per esempio, di flessibilità dei lay-out di linea.
La sperimentazione in Italia è già iniziata nel 2019, mentre in Cina e Usa  il servizio è già partito su tutto il territorio.
In Italia il servizio sarà gestito da Vodafone, Wind tre, Tim, Iliad e Fastweb.
Fastweb con la rete cablata in fibra ottica fornirà anche i servizi a casa degli utenti, sui pc per intenderci, e si appoggerà sulla rete Wind tre per il 5G.
Rispetto agli attuali standard di comunicazione ( il 3G e il 4G), il 5G userà frequenze diverse.
Il governo italiano tramite un’asta ha assegnato a ciascun vincitore delle bande di frequenza 700Mhz, 3,7 Ghz e 26 Mhz, il ricavo totale dell’asta per la concessione è stato intorno ai sei miliardi e mezzo di euro.
L’uso delle frequenze da utilizzare riveste un doppio problema: uno di natura tecnica e l’altro di salvaguardia della salute e quindi dell’incolumità dei cittadini .
A livello di OMS in base agli studi scientifici e’ stato approvato l’uso di tali frequenze in tutti gli Stati.
In ogni Paese c’è una legge che disciplina la potenza d’irradiazione, in base ai tempi di esposizione, ai luoghi abitati e ai valori massimi che i campi e.m. devono assumere.
In Italia c’è una normativa molto severa a tutela della salute del cittadino: essa stabilisce che il massimo campo elettromagnetico misurato, in qualsiasi centro abitato, non deve superare il valore di 6 volt/metro.
Nel valore massimo sono considerati la sommatoria dei campi elettromagnetici generati da tutte le radiazioni che insistono nell’area, compreso pure i segnali televisivi.
Perché si usano tre tipi di gamme di frequenze?
Tre fasce (bassa, media e alta): 694-790 Mhz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz. Una frequenza bassa (intesa come emissione elettromagnetica con una frequenza dell’ordine delle centinaia di mega hertz o MHz) ha la capacità di arrivare molto più lontano di una frequenza alta, ma può trasportare meno dati per unità di tempo (valore in genere espresso in bit al secondo o bit/s). Una frequenza alta (dell’ordine dei giga hertz o GHz), al contrario, ha una portata molto inferiore ma ha la capacità di trasportare moltissimi dati per unità di tempo. Inoltre, una frequenza di banda bassa è capace di attraversare gli ostacoli fisici molto meglio di una frequenza alta.
Per questo motivo, una connessione inaffidabile (perché ostacolata) a una banda ad alta frequenza a volte può essere più lenta di una buona connessione a una banda a bassa frequenza.
Per fare un esempio la gamma 700 mhz è più penetrabile nei posti meno in vista con la stazione radio base ed è più adatta ad attraversare i muri delle case.
La gamma 26 ghz è adatta in aree ristrette e ad alta densità, centri commerciali, piazze affollate o stadi. E in un chilometro quadrato si possono collegare un milione di dispositivi perché una peculiarità del 26 ghz è di avere una banda più larga.
Per questo motivo i centri abitati saranno invasi da tante antenne o paline per trasmettere il segnale.
E essendo sensibili alla presenza di ostacoli, anche piccoli, bisogna avere un’area pulita anche da rami o foglie.
Rimane l’interrogativo, per molti, circa gli effetti che queste frequenze, sopratutto quelle più alte, 26 gh, possono avere nel tempo sul corpo umano.
Considerando anche che si tratta di una frequenza che prima d’ora non è mai stata utilizzata per la diffusione, non ci sono  molti dati empirici che possano supportare una compatibilità ambientale.
Il 5 G è basato su radiazioni che hanno una dimensione millimetrica, dunque sono vicine alle microonde, la cosiddetta lunghezza d’onda, e aumenta fino a 3 mt alla frequenza di 100 Mhz.
La comunità scientifica ha fatto molti studi sul comportamento delle radiazioni non ionizzanti sul corpo umano.
L’effetto che ha notato è di natura termica.
Per esempio le frequenze alte, a parità di potenza, penetrano meno sul corpo e producono meno calore.
L’effetto del calore prodotto da un cellulare 5G a livello della zona dell’orecchio si è ulteriormente ridotto, perché la configurazione dell’antenna interna fa in modo da direzionare l’energia trasmessa verso la direzione opposta alla testa.
Un altro accorgimento per distribuire potenza solo nelle zone che richiedono segnale è la configurazione dinamica del diagramma delle antenne della stazione radio base.
La stazione non irradia energia sempre in tutte le direzioni ma solo nella direzione in cui la richiede l’utente, evitando d’inquinare inutilmente le altre zone dell’area.
La radiazioni pericolose per l’uomo sono quelle ionizzanti che vanno dall’ultravioletto, ai raggi x, ai raggi cosmici di frequenze altissime e lunghezze d’onda delle dimensioni delle molecole.
In questi casi quando il corpo umano è investito con dosi di radiazioni rilevanti agli atomi viene strappato l’elettrone più esterno e si ionizzano col rischio di alterazione del DNA della cellula.
Un altro effetto nocivo delle radiazioni ionizzanti lo potrebbero provocare i raggi ultravioletti alla pelle, a seguito di un’esposizione sistemica nelle ore più calde della giornata.
Il fronte dei comitati del NO 5G, si appella al principio di precauzione: in caso di incertezze o di studi non sufficienti a dimostrare la mancanza di nocività, non bisogna rischiare.
La scienza dal canto suo, non ha un concetto fideistico delle sue teorie, è pronta a cancellarle o sostituirle davanti a concetti nuovi ed approvati dai comitati competenti.
In America si agisce ancora diversamente: non ammettono il principio della precauzione, quando utilizzano una nuova tecnologia; per fermarla, bisogna dimostrare scientificamente la sua pericolosità sull’ambiente o sull’uomo.
Nel frattempo che il dibattito va avanti i gestori corrono per attivare un servizio  rivoluzionario ed in grado, se sicuro, di apportare enormi benefici alla vita quotidiana e allo sviluppo delle attività presenti e future.