Ci siamo lasciati (1) affrontando la questione del lavoro legata al centro olio ENI Val d’Agri, dove va scongiurata una eventuale crisi occupazionale che fa seguito ad una produttiva che dura da qualche anno. Evitare assolutamente che si vada a sommare alle crisi del settore oil, quella dal settore automobilistico in generale e più in generale di Stellantis . Abbiamo parlato dei Neet, delle donne e l’occupazione femminile dell’ “Agenda Scuola” e dell’ “Agenda Lavoro”, di pari opportunità, inclusione, temi assenti da qualsiasi tavolo regionale e nazionale.. Non conosciamo quale Assessore Regionale ha la delega al Lavoro. Che come ci ricorda Matterella va tutelato in ogni sua forma. Abbiamo ribadito la nostra volontà ad essere presenti in un tavolo sul lavoro al fine di poter dare il nostro contributo alla soluzione delle questioni aperte. Abbiamo ricordato l’urgenza della questione dei medici di famiglia. Oggi ritorniamo a parlare nuovamente dai Comuni. i nostri paesi offrono centri storici poco pratici. Andrebbe analizzata la qualità della spesa ricevuta con i fondi ex Legge 219/81 che ha visto ricostruire interi quartieri in maniera poco razionale e poco funzionale, commettendo l’errore di origine, ovvero continuando ad accavallare le strutture una sull’altra, rendendo le viuzze o le “strettole” inadeguate al transito delle auto private (sempre più grandi e più ingombranti) ma soprattutto alle ambulanze. I mezzi di soccorso sono purtroppo strumenti necessari per una popolazione sempre più anziana e sempre meno autosufficiente. In merito alla fruibilità dei centri storici, riscontriamo che se i nostri concittadini non vogliono vivere i centri storici perché poco funzionali, gli stessi sono mal digeriti anche da coloro i quali cercano un’abitazione con un canone di locazione relativamente più contenuto rispetto alle locazioni del centro valligiano. MEDinLUCANIA propone di adottare politiche abitative che si pongono l’obiettivo di rivitalizzare i centri storici. Lavorando su quattro direttrici. La prima attraverso la calmierazione dei canoni locativi indipendentemente dagli Isee. Canoni bassi per quanti decidono di vivere il centro storico. La seconda concedendo ai proprietari uno sconto sulle imposte. Lavoreremo perché ci sia una Legge nazionale che consenta uno sconto sulla cedolare secca (dal 21% al 5%) per quei proprietari che aderiranno all’iniziativa di locare le loro abitazioni nei comuni di Montagna a canoni contenuti per un numero minimo di 8 anni corrispondenti ad un residenziale quattro più quattro. A condizione che gli immobili siano ovviamente agibili ed abitabili. La terza direttrice consisterà nel censire i locali idonei, secondo gli standard di Legge per l’ubicazione di attività commerciali (alimentari) e piccole botteghe artigiane (calzolaio) e successivamente di concederli a canoni esenti o agevolati. Quarta ed ultima direttrice che proponiamo, consiste nell’ offrire una serie di abitazioni nei centri storici per ricavarne delle abitazioni per anziani. L’obiettivo consiste nel creare strutture per anziani diffuse, sull’esempio degli alberghi diffusi nati in Friuli. Invece che concentrare gli anziani in un unico luogo, la struttura darà la possibilità di vivere un ambiente domestico simile al proprio, di vivere magari il borgo e di rianimare le “strettole” come un tempo. Oltre che creare un importante ritorno in termini di indotto lavorativo. I mezzi di trasposto in Val d’Agri sono legati al periodo scolastico, di domenica e festivi non si viaggia. In tale ambito possiamo solo cercare progetti alternativi al trasporto pubblico locale che appare inadeguato non da oggi, ma da qualche decina di anni ormai. I lavoratori spesso si organizzano in forme primitive di condivisione dell’auto pur di sopperire alle carenze logistiche di una rete infrastrutturale inadeguata. MEDinLUCANIA propone di sviluppare in Val d’Agri il carsharing, mobilità con microcar elettriche. Facendo nei singoli paesi le stazioni di noleggio, pressappoco come avviene nelle grandi città metropolitane italiane ed estere, ci si registra sul sito e con la carta di credito si prende l’auto o la si prenota a qualsiasi ora del giorno e della notte. Favorire la creazione di un Servizio Taxi a chiamata per l’intera Valle dell’Agri che consenta anche a quanti sono poco inclini ad app e noleggio in car sharing, di potersi muovere liberamente. Migliorare la fruibilità da e per l’aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi, e in futuro per le stazioni dell’alta velocità. La mobilità diffusa consentirebbe di raggiungere dalla Val d’Agri ad esempio Matera, oggi esclusa dalle linee autobus esistenti. Forse il completamento di alcune strade potrebbe avvicinare il capoluogo materano all’entroterra della regione. Corre l’obbligo ricordare come ha fatto anche Talenti Lucani: “La Saurina, una trasversale interna strategica e sfortunata” dell’ Ing. Rocco D’Amato, un’ infrastruttura che contribuirebbe a far uscire le aree interne dall’isolamento e avvicinerebbe le stesse ai due capoluoghi di Regione. Registriamo in questi ultimi mesi, un aumento del transito veicolare sulla SS 598 strada di grande comunicazione Fondo Valle dell’ Agri che divide a metà la nostra valle. Il maggior aumento è dovuto ai lavori in corso sulla Basentana e sulla Sinnica, le frequenti interruzioni e salti di carreggiata obbligano in particolare tir ed autobus di linea che proseguono da e per la Calabria o la Sicilia, il transito sulla SS 598. Auspichiamo la fine di lavori (infiniti) su quelle che sono due arterie fondamentali da e per la dorsale Jonica. Tralasciamo i costi assurdi del carburante in Val d’Agri e Sud Basilicata in generale, a dispetto di avere qui in questi luoghi (Viggiano – Grumento Nova e Tempa Rossa) centri di produzione di idrocarburi. Non una sola interrogazione parlamentare è stata rivolta in questi anni al Governo da un qualsiasi eletto lucano. Tanto meno la Regione Basilicata ha visto l’impegno dei suoi consiglieri. Non c’è stato un solo eletto nel parlamentino lucano che si è posto il problema di come far uscire la questione dalle dinamiche di “partito”, cercando anche altrove i consensi necessari pur di risolvere un problema che interessa tanti lucani quotidianamente. Egoismo politico. Un settore economico silente, come del resto è nel loro costume, sono le aziende agricole ed in particolare quelle zootecniche. In Val d’Agri abbiamo 45 allevamenti, 3500 vacche da latte con una media di 30 litri di latte al giorno per capo (pagato oggi 0,60€/cent + IVA). La produzione giornaliera si aggira intorno ai 1050 quintali, di questi solo il 10% è trasformato e venduto in Valle, la rimanenza è destinato a Caseifici e Centrali del Latte della Campania. A livello nazionale la Lombardia produce da sola il 50% del fabbisogno nazionale il restante 50% è realizzato dalle restanti regioni. MEDinLUCANIA per il tramite del Suo Presidente Dott. Leonardo Nicolia, Funzionario UE, esperto conoscitore della materia, da sempre attento alle politiche di indirizzo del settore, fornisce un supporto altamente professionale in termini di conoscenze sia all’Associazione che al settore produttivo in questione. In Val d’Agri, terra di paradossi, petrolio, agricoltura, parco, industria, in pochi chilometri quadrati c’è di tutto. In questo fazzoletto vi sono anche tante aziende agricole di qualità che danno lavoro e che chiedono di poter continuare a produrre quote significative di Pil lucano. Tante piccole cooperative di trasformazione cercano di aumentare la quota di prodotto trasformato (latte, carni, insaccati, ecc), queste vanno incentivate a continuare a perseverare nel loro lavoro. Spostare l’asse della competizione dal livello locale, facendosi concorrenza tra loro, ma unendosi e guardando ai mercati nazionali ed europei. Registriamo anche diverse aziende che stanno dando vita a numerosi ricambi generazionali, dove chi subentra ha competenze agronomiche e zootecniche di altissimo livello. Resta il rammarico di aver visto fallire negli anni importanti enti strategici, quali i consorzi agrari e di bonifica che tanto hanno prodotto negli anni e che meriterebbero un approfondimento a se. La cura dei terreni incolti, le opere idrauliche, l’assetto del territorio, sono stati abbandonati alla buona volontà di amministratori locali e provinciali. Quando abbiamo visto nascere Acquedotto Lucano, tutti compreso il sottoscritto, vi ha letto la possbilità di mettere in rete le competenze dei singoli comuni e gestire in maniera condivisa una risorsa che in Basilicata è presente in abbondanza. Nonostante tutto siamo riusciti nell’olimpionica impresa di non far funzionare nemmeno questo ente. Le vie dell’acqua, dal fiume Noce al Bradano, Basento, Cavone, Agri e Sinni. Gli invasi artificiali di San Giuliano e del Pertusillo, di Gannano e di Monte Cotugno. I laghi naturali di Monticchio, il Lago Laudemio, il Lago Sirino, ecc Sono tanti i luoghi dell’acqua, le sorgenti di Paterno e di Tramutola in Val d’Agri. Non conosciamo ad oggi la produzione giornaliera del cosiddetto oro blu. L’ISTAT conferma che nel 2022 le perdite alla rete idrica lucana ammontano al 65,5%. Su 100 litri di acqua oltre 65 litri vengono persi. E con lo spopolamento delle aree interne andare a fare manutenzione alle condotte diventerà sempre più un problema. Perché si renderanno prioritari i comuni che avranno un bacino di popolazione minimo che consentirà di ammortizzare la spesa degli interventi per il ripristino o rifacimento di condotte. Un ritorno al passato più antico e remoto. Ci sarebbe tanto altro di cui parlare, proporre, e o denunciare. Accenniamo soltanto: la questione dei rifiuti e la loro gestione, da un costo a una risorsa: manca una discussione seria senza paraocchi sui termovalorizzatori per mettere a reddito ciò che consideriamo solo una spesa. La raccolta differenziata, le aree di stoccaggio, la bonifica delle discariche. Una ciclovia intorno alla diga del Pertusillo, sull’esempio della ciclovia che c’è sul Lago Sirino o al Patano di Pignola (altri luoghi d’acqua) e tanto altro è oggetto continuo di analisi ed approfondimento (dal particolare al generale e viceversa) da parte di un’associazione che si pone l’obiettivo di ricordarci che la Lucania è al centro del Mediterraneo. In conclusione, MEDinLUCANIA, si propone di spezzare e di interrompere il “paradigma” che da sempre governa la Basilicata. La cornice metafisica che in particolare vuole nel fato, nella sfortuna, nella iattura ciò che invece è riconducibile all’intelletto e alla materialità dei fenomeni che qui in sintesi abbiamo solo superficialmente elencato. Questioni spesso affrontate o meglio non affrontate dalla politica regionale, che si ritrova come di consueto a far fronte alle questioni solo quando queste esplodono. Mancando di una visione concreta che sappia guardare al di là del contingente. MEDinLUCANIA si propone di compiere quel salto che porterebbe la Basilicata, la Val d’Agri e tante aree interne con le loro peculiarità ed i loro paradossi, con i loro enigmi e le loro contraddizioni in quel che noi più comunemente chiamiamo Europa, Progresso, Futuro.