Una volta scrissi che il Governatore De Filippo era un buon locomotore ma che non si era accorto che i vagoni si erano sganciati. I vagoni erano e sono i vari settori della burocrazia regionale che traducono al minimo gli input che arrivano dalla politica. Se possibile, adesso la situazione è ancora peggiore e bene farebbe il nuovo Governatore ad affrontare di petto la questione, per quelle cose che può fare e la cui riuscita deve purtroppo anche fronteggiare l’elemosina di Stato che il nuovo contratto riserva al personale. Non ci sono soldi , ed è un problema. Ma uno che ha vissuto quarant’anni e passa nella pubblica amministrazione può dire ,senza tema di smentita, che sovente i soldi non sono tutto e che ,prima dello stipendio,ci sono la dignità di svolgere un compito, il diritto a non essere messi nel mucchio degli scansafatiche, il diritto a portare avanti una carriera per meriti acquisiti e per opportunità concorsuali. Tutto questo manca perchè il più stupido contratto di tutti i tempi firmato da un Sindacato ormai in piena demenza senile ha di fatto creato una cesura tra i dirigenti e tutti gli altri. Io sono io e voi non siete un c….. per dirla con il conte Tacchia. Nel senso che funzionari capaci, laureati, professionalizzati al massimo non hanno alcuna possibilità di intravedere l’uscita dal tunnel dell’anonimato , per via di un sistema che li schiaccia e li respinge verso il basso. Così la struttura regionale ha preso le sembianze di un quadro di Botero, culo e pancia enormi e testa piccola. Che cosa propongo dunque? 1) che si crei un sistema di valutazione dei funzionari indipendente dal sistema dei dirigenti.Qualcosa che tenga conto delle responsabilità che uno assume, della particolarità del lavoro che viene chiamato a svolgere e dei risultati conseguiti. 2) aprire il tappo dei concorsi per dirigenti, come fu fatto trent’anni fa, e prevedere oltre ai titoli e all’anzianità per gli interni anche un punteggio per i risultati di cui al punto di prima. Terzo :fare una radiografia al sistema dirigenziale nel quale, accanto ad alcuni cavalli da tiro, ce ne sono tanti che hanno slacciato la soma. Ma tutto questo implica che i direttori generali aprano le porte delle loro stanze e si rendano conto del grado di depressione che i loro collaboratori vivono, all’insegna dell’ “hanna passà a à nuttata”. Ultima annotazione di una certa importanza: con la legge Madia, la conduzione amministrativa passa tutta ai dirigenti, riservando alla politica il solo compito di fare i programmi e di indicare percorsi e tempi di realizzazione.Le delibere, se ho capito bene, passano in capo ai dirigenti. Allora sì che, senza interventi strutturali, sarà notte piena a via Verrastro.