PATRIZIA BARRESE
Siamo giunti al Natale, festa in cui l’essenza della gioia dovrebbe far svanire le disparità sociali esistenti, tuttavia in questo giorno, le etichette di ricchezza e povertà non si dissolvono…neppure a tavola. Si evidenziano spesso le diversità tra le celebrazioni dei ricchi e dei meno abbienti, viene meno l’importanza dei momenti condivisi e, la solidarietà, potrebbe unire le persone indipendentemente dalle differenze economiche. Oggi il Natale appare sdoppiato e la nascita del Bambino è legata non tanto alla spiritualità del momento, quanto ai contorni della diversità economica che caratterizzano questa festa sacra alla cultura cristiana. È il Natale di quanti sostano intere giornate davanti a negozi sfavillanti e di chi è fermo chiedendo la carità davanti a supermercati e chiese, il Natale di chi con disperazione si barrica in casa per non vedere il mondo fuori, magari ascoltando la gioia dei vicini, il Natale di chi è emarginato, il Natale delle guerre e quello del ricordo delle donne, la cui bellezza e fragilità è stata negata per mano di un uomo ricco di odio e voglia di sopraffazione, il Natale dei giovani ingannati dalle false promesse di felicità.
Il Natale, con le sue luci scintillanti, le canzoni festose e le tavolate imbandite assume per i più fortunati le sembianze dell’eterna felicità, dove parvenza o reale soddisfazione, fanno si che molti si immergono in un’atmosfera di abbondanza potendo permettersi il lusso sfrenato rappresentato da regali costosi, cenoni sontuosi e abbellimenti sfarzosi. Perché se la ristretta fascia dei ricchi rimane numericamente stabile, ciò che si è di gran lunga allargata è la lista dei poveri, che copre quasi per intero il contesto sociale odierno. Ricchezza e consumismo raggiungono l’apice con le vetrine dei negozi che si riempiono di prodotti irresistibili e le pubblicità che ci invitano a “regalare felicità”. Chef stellati, arredatori a tema, personal shopper si occupano dei regali e del loro impacchettamento artistico. Nel magico mondo dei Paperoni la parola semplicità è fuori luogo, è d’obbligo pensare a dove rendere magiche e uniche le feste. Case storiche ospitano i multimilionari, spesso preferite agli hotel di lusso perché risultano scarsamente addobbati. Quest’anno, la tendenza per le decorazioni natalizie dei super ricchi è impreziosire il look degli ambienti e dell’albero con nastri di velluto, perle naturali e singoli addobbi con stelle e preziosi.
Ma non può essere Natale senza garantire al proprio amico a 4 zampe le giuste attenzioni : tra ricchezza e frivolezze c’è chi mette in mostra la vita super lussuosa del proprio chihuahua o barboncino. Altro che vita da cani, nel Natale extralusso dei cagnolini viziati dai propri Paperoni non poteva mancare chi fotografa il proprio amico con tanto di vestitino di Babbo Natale e addirittura esiste un account Instagram, @richdogsofig, dove vengono postate le immagini di vita da mille e una notte di cagnolini in piscina con tanto di idromassaggio, accessori supergriffati e alberghi per cani a 5 stelle con divani per il riposo su tessuti di velluto o cachemire , televisione con musica fusion e cartoni.
Ma Natale è tutto questo? Dietro questa facciata di opulenza c’è un’ombra che cresce per coloro che affrontano ristrettezze economiche. Per molte famiglie, il Natale diventa un periodo di stress finanziario. Le pressioni sociali e culturali di donare regali si traducono spesso in ansie e frustrazioni verso questa corsa al consumismo. La disparità aumenta tra chi può celebrare con lusso il Natale e chi è costretto a recarsi presso le mense dei poveri aspettando che i volontari comincino a distribuire i pasti preparati per la festa. Perché una grossa fetta di indigenti della popolazione è rappresentata da chi, pur avendo una casa, è in difficoltà economica tra affitti e bollette, o è disoccupato o laddove uno dei due coniugi ha un lavoro precario, o chi è costretto a limare sui pasti cercando in questi luoghi, momenti di ritrovo, di solidarietà e di condivisione. La vera beneficenza si vede non solo nel fare una reale donazione che non preveda panettoni griffati e incassi personalmente intascati, significa festeggiare insieme ai profughi, invitare i clochard o chi è in difficoltà. Fortunatamente c’è chi, al pranzo di Natale in casa, preferisce servire i poveri della mensa perché è in questi luoghi umili ed affollati che si scoprono i veri valori della vita e il vero senso del Natale.
Il 25 Dicembre non è semplicemente una data, è un momento di speranza e di calore sprigionato dal sentimento di condividere la personale ricchezza interiore con i propri cari. Il filosofo Arthur Schopenhauer scriveva: “Colui che ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre”. Il Natale è uno stato d’animo e una ricchezza non di natura materiale ma riflette una prosperità interiore manifestata nell’affetto, nell’amore, nell’amicizia e nella condivisione, sciogliendo almeno per un giorno le fredde barriere e le gelide tensioni tra chi naviga nel mare dell’abbondanza e chi impara a nuotare nella corrente della speranza: ognuno trova il proprio modo di solcare le onde dell’esistenza. Ma tra le suggestioni e le sfumature del Natale, con la sua doppia faccia di opulenza e ristrettezze, c’è qualcosa “di buono” che unisce: le tavole che profumano di sapori.
Non importa se il menù è costellato di prelibatezze gourmet o di piatti umili e genuini, il Natale accomuna creando un’atmosfera unica sulle tavole di ogni angolo del mondo dove le famiglie si riuniscono nel bene o nel male attorno a cibi che evocano gioia, tradizioni e ricordi, e pur manifestandosi in forme differenti contribuiscono a tessere il filo invisibile che lega tutte le tavole natalizie del mondo. Mentre il Natale è giunto, il piacere di essere insieme, di condividere cibo e affetto, crea ricordi che rimarranno indelebili nella mente di ognuno, perché a Natale la ricchezza dell’amore supera la povertà dei pregiudizi , creando un calore universale che avvolge tutti in un abbraccio di umanità…a Natale è nato Colui che ha trasmesso la vera ricchezza che si manifesta nell’abbondanza del bene condiviso, l’unico cibo che dissolve le barriere tra chi ha troppo e chi niente!
