PIETRO SIMONETTI*

Ieri mattina sopralluogo di una delegazione della Regione nei cantieri della linea ferroviaria Matera-Ferrandina . Una storica richiesta della Basilicata  che non accenna a vedere la luce nonostante il pozzo di soldi che è stato sinora speso. Da pemettere che l’Italia non ha mai brilalto in termini di espansione della sua rete ferroviaria:  Nel 1861  erano in funzione 2523 km di binari ferroviari, in Germania 11.000, in Francia 9000,in Inghilterra molti di piu’. E che in questa storia del consolidamento delle rete ferrata e del suo ampliamento ci si può metetre di tutto: contenziosi, fallimenti, traversie economiche, cambi di obiettivi, scandali vari. Il risultato è che alcune regioni , le più deboli politicamente ed economicamente, le meno popolose, hanno dovuto pagare tributi alti  con ricadute che, in Basilicata ad esempio, sono state pesanti ed hanno condizionato molto lo sviluppo della mobilita’e delle attività produttive,sociali ed economiche fino a nostri giorni.  Ma è doveroso sottolineare che di tutte le vicende consumatesi in Italia, nessuna assomiglia per i costi, sprechi , contenziosi e tempistica, alla Ferrandina-Matera, una tratta di soli venti chilometri e per i quali sono stati ultimamente  investiti 520 milioni che vanno sommati al primo appalto, pari a 320 Milioni mai ultimato per fallimento imprese e progetti sbagliati. Quanto alla tempistica,siamo ad oltre cinquant’anni dall’inizio della vicenda e non se ne vede la fine. Giulio Andretti durante un incontro a Roma con una delegazione lucana che rivendicava la realizzazione della Ferrovia Ferrandina-Matera  ne sconsigliò la realizzazione  per una serie di motivi tecnici e non solo. I Parlamentari lucani insistettero e il progetto fini per essere approvato dagli organi competenti. Sono passati oltre quaranta anni dall’inizio dei lavori con varie traversie:errori progettuali, fallimenti e tanto altro con una spesa notevole senza che le autorità di controllo abbiamo accertato responsabilità e danni erariali.   Il nuovo intervento,appaltato  ad una impresa del Nord, prevede bonifiche, rettifiche, allungamento di gallerie e nuovi viadotti, integrazioni e quanto necessario per completare  la tratta . Nuova data di fine lavori : giugno 2026. E dunque le domande che interessano i lucani: come sono stati spesi i precedenti 320 milioni?  E perche’ nuovi viadotti,prolunghe e rettifiche? Il sito  è sempre lo stesso.  Si tratta di una spesa record per questo tipo di infrastrutture  ad un binario solo , tenuto conto  che un km della linea ad alta velocità’ e capacità, a due binari della Napoli -Bari si avvicina ai 40 milioni al km anche pur realizzando  molte gallerie e   14 stazioni.  La previsione di spesa del completamento è ovviamente al netto di altre “sorprese” geologiche e via ricordando.

Occorre attenzione anche da parte del controllori istituzionali e della parti sociali sui contenuti progettuali, la spesa, i sub appalti e la tempistica . A perenne ricordo degli scempi e rapine effettuate nella realizzazione delle tratte ferroviarie, anche per le attivita’ produttive rimangono due monumenti:i binari morti realizzati dall ‘Asi a Tito e Baragiano oltre alla metropolitana Fal di Potenza con stazioni  inutilizzate ed il mancato recupero della Potenza- Laurenzana costati 140 miliardi di vecchie lire. Non ritiene la Corte dei Conti necessario mettere un occhio in questo primato italiano degli sprechi. Già, per legge non può farlo se non dopo la sua ultimazione, almeno per i fondi finanziati dal Pnrr. Campa cavallo!
*cseres