Non mi piace polemizzare in un momento in cui c’è da menare le mani, nel senso di lavorare a capo chino per uscire da una situazione di tempesta, ma rilevo che  la situazione in Basilicata sia particolarmente debole per una serie di circostanze che sono andate a sommarsi: la scelta di un vertice del San Carlo evidentemente inadeguata rispetto al ruolo di complessità organizzativa che la struttura richiede, la non conoscenza del territorio dello staff di vertice che affianca il Governatore,  il vuoto al vertice dell’ASM di Matera e last but non laest un assessore che è caratterialmente nato per dividere anziché unire, di quelli che in caso di incendio vanno nel pallone e danno più intralcio che altro. Tutte queste cose, al di là dell’impegno che il Governatore Bardi sta mettendo in questa difficile situazione, richiedono un atteggiamento diverso rispetto al classico prendere tempo. E soprattutto richiedono che, al di là dei ruoli e dei compiti, ci sia un cenno di ricezione da parte del Ministro Speranza rispetto ad una situazione lucana che è assolutamente precaria e che già per mancanza di organizzazione registra morti che potevano essere evitate.  Nessuno chiede al Ministro di invadere il campo delle competenze, ma di rendersi conto se ci si trova o meno in Basilicata in condizioni organizzative insufficienti rispetto alla gravità della situazione. Ha parlato con tutti i Presidenti del Nord , e lo ha fatto con determinazione ma anche con educazione, smussando le asperità che si erano incrostate sulle competenze e ricevendone ringraziamenti dagli stessi presidenti per la sua capacità di emdiazione; ora è il momento di muoversi nel senso di chiudere le porte antifuoco al Sud, sapendo che preservare questa parte del territorio è la condizione per ripartire. Tanto per fare un esempio, se la Basilicata ha scelto, per le dimensioni demografiche e per la distanza tra i comuni montani, di inventarsi una prima linea domiciliare, ma poi si trova senza maschere, senza dispositivi isolanti, senza materiale igienizzante , l’approccio a  questo materiale diventa una priorità anche per una politica sanitaria nazionale che  la strategia del restate a casa, veniamo noi  la caldeggia da giorni. Quando dobbiamo incominciare ad agire? quando è troppo tardi? Se è vera la notizia dell’acquisto di maschere con boccagli antigas, buoni esclusivamente per i vigili del fuoco, ma comprate per i medici dal san Carlo per un valore di quarantamila euro , Caro Ministro, può capire in che mani siamo messi e quindi è suo dovere, come Ministro oltre che come lucano, correre a rendersi conto di persona  della situazione. Rocco Rosa