Antonio N. ,di Potenza, è un cittadino esemplare. Rispetta teutonicamente le regole e se parla dei cattivi comportamenti degli altri ha titolo per farlo. E’ capitato che da una quindicina di giorni non sta bene ed ha tutti i sintomi dell’influenza. tosse, mal di gola, linee di febbre. Ha fatto tutto quello che la procedura gli suggerisce: ha telefonato al suo medico di famiglia, si è chiuso in casa ed ha allertato i numeri che servono per segnalare la situazione. Passa un giorno,ne passano due, adesso siamo a quasi due settimane e non si sente e vede nessuno. Moglie e figlio non sanno che fare e sopratutto sono impotenti ad aiutarlo. Uno con minore coscienza civica avrebbe fatto due più due e realizzato che “ se non vengono loro, vado io”. Non è che gli fa male la gamba e può aspettare. Ha sintomi influenzali ,teme il contagio ed ha giustamente paura per sè e la famiglia Ma lui non vuole contravvenire le regole e chiede solo di essere visitato da un medico a casa,per accertare se è portatore del virus. La domanda è: possibile che non si riesca ad attrezzare una persona con gli strumenti adatti per una visita a casa, per esaminare il paziente , fargli un tampone e se necessario disporne il ricovero.? Che ci sia bisogno di una organizzazione flessibile, capace di fare assistenza sanitaria a domicilio, lo ha ribadito anche il Consiglio regionale, approvando un odg di Braia e Polese che appunto suggeriva alla giunta di organizzare gruppi di medici ed infermieri per tutti quelli che , barricati a casa, manifestano problemi di salute legati alla sintomatologia del coronavirus. Se non fosse così sarebbe come abbandonare queste persone al loro destino. o ce la fa a guarire da solo, oppure si arrangia. Non è questo il senso delle disposizioni emanate : una cosa è non contagiare gli altri, un’altra cosa è lasciarli senza assistenza. I responsabili della sanità dovrebbero capire che , nel momento in cui dovesse succedere un aggravamento di una persona che chiede aiuto a domicilio , senza che questo aiuto arrivi, è un po’ come dire che lo Stato ha scherzato e che di lui non ci si può fidare. Detto questo spero che Antonio N. possa guarire presto.
IL CASO N. A POTENZA : NESSUN MEDICO CHE BUSSI ALLA SUA PORTA
